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di Isabella Adinolfi, EFDD - M5S Europa

La Commissione europea ha risposto alla nostra nuova interrogazione, presentata per ottenere delucidazioni sulla mancata abolizione del monopolio SIAE. Il 4 ottobre 2017 infatti la Commissione aveva formalmente chiuso la procedura di infrazione aperta nei confronti dell'Italia per il mancato recepimento della direttiva 2014/26/UE.

Scopriamo oggi che ciò è avvenuto solo in quanto l'Italia ha finalmente notificato alla Commissione le misure di recepimento dell'atto comunitario (cioè il decreto legislativo n. 35 del 2017, poi modificato dal decreto fiscale). Questo però non esclude il rischio che la Commissione europea, esaminando il merito delle misure adottate, possa aprire una nuova procedura di infrazione a carico dell'Italia per un cattivo recepimento della direttiva.

Il rischio sembrerebbe essere concreto, anche alla luce della risposta della Commissione nella quale si afferma che quest'ultima "ha ricevuto delle denunce relative alla compatibilità della legislazione italiana con la direttiva 2014/26/UE, che sono ancora in corso di esame".

Inoltre, la Commissione continua a negare l'accesso alla lettera che ha inviato al Ministro Franceschini in data febbraio 2017. Perché, se tutto è a posto? Il ministro Franceschini farebbe bene allora a pubblicare la lettera, rendere pubblici i rilievi della Commissione europea e spiegare come le nuove norme garantiranno un'apertura effettiva del mercato. Solo così si sgombrerebbe il campo da qualsiasi dubbio.

Altrimenti potrebbe sorgere il dubbio che nonostante le regole di concorrenza, il mercato venga tenuto artificialmente chiuso a danno sia dei cittadini che delle imprese. Tutto ciò sarebbe inaccettabile, anche perché ci si esporrebbe al rischio dell'apertura di una possibile, ennesima, procedura d'infrazione.

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