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Lega, Forza Italia, Pd e Liberi e Uguali
(tranne Salvini e Pittella assenti perché in campagna elettorale anche se stipendiati dall'Europa) hanno bocciato il nostro emendamento che vietava il finanziamento della Tap. Ieri il Parlamento europeo ha votato la relazione annuale della BEI, la Banca europea degli investimenti che ha concesso un prestito da 1,5 miliardi per la realizzazione del gasdotto che distrugge la Puglia. Questa opera non rispetta gli standard minimi per un investimento responsabile e per la gestione dei rischi ambientali e sociali. Il nostro emendamento proponeva il divieto di finanziamento (NO CON I NOSTRI SOLDI) ma è stato bocciato dall'aula con 473 voti contrari. Ecco chi sono gli europarlamentari italiani presenti che hanno votato contro. Teneteli a mente il prossimo 4 marzo.

Lega Nord (ENF): Bizzotto, Borghezio, Ciocca, Fontana
Forza Italia (PPE): Cicu, Cirio, Dorfmann, Gardini, La Via, Pogliese, Salini
PD (S&D): Benifei, Bettini, Bonafè, Bresso, Briano, Caputo, Chinnici, Costa, Cozzolino, Danti, De Castro, De Monte, Gasbarra, Giuffrida, Kyenge, Morgano, Picierno, Sassoli, Soru, Toia, Viotti,, Zoffoli
LeU (S&D): Panzeri, Zanonato
Noi con l'Italia (ECR): Sernagiotto

Astensioni
ENF: Zanni
Verts/ALE: Affronte

Questo è l'intervento di Rosa D'Amato nella plenaria di Strasburgo durante il dibattito a seguito dell'interpellanza con richiesta di risposta scritta presentata dal gruppo Efdd - MoVimento 5 Stelle




di Rosa D'Amato, Efdd - MoVimento 5 Stelle Europa.

"La Banca europea degli investimenti ha deciso di stanziare un finanziamento di 1,5 miliardi per il Trans Adriatic Pipeline, il Tap. Un progetto inutile e dannoso che va contro i principi, i valori, gli standard che l'Unione europea professa. Eppure è la stessa Unione europea, attraverso la Bei ma persino attraverso i fondi strutturali che finanzia questa opera. I cittadini lo stanno denunciando da anni, ma l'Europa fa finta di non vedere

L'EUROPA NON È SOLO CIECA: È COMPLICE

E' complice di una truffa innanzitutto. Una truffa ai danni dei cittadini. Già perché il Tap costa decine di miliardi di euro e non serve all'Italia. Costruire il TAP non servirà a rilanciare l'economia e a "uscire" dalla crisi economica che persiste. Un'opera come il TAP ha una vita utile di almeno 30 anni e vista la transizione energetica in atto, inoltre, bisognerebbe chiedersi se fra un 10-20 anni avremmo ancora bisogno di così tanto gas. E i dati dicono il contrario.

DA DOVE VIENE IL GAS?
Dicono che il gasdotto serve a emancipare l'Italia da approvvigionamenti in Paesi ad alto rischio come la Libia. Peccato che anche il nuovo gasdotto che dovrebbe approdare in Puglia passi per nazioni che potrebbero dare qualche preoccupazione Georgia, Azerbaijan, Turchia. A proposito di Azerbaijan: ci siamo dimenticati dell'inchiesta su quanto avvanuto al Consiglio d'Europa con la compravendita di voti per fermare la mozione di condanna dell'Azerbaijan che avrebbe impedito i possibili finanziamenti della BEI al progetto? E ci siamo dimenticati dell'altra inchiesta, quella giornalistica, che rivelato dietro questo mega affare un intreccio di manager in odor di mafia, valigie di contanti, oligarchi russi, affaristi italiani legati alla politica, casseforti anonime con la targa offshore. Tutto questo, non merita un minimo di attenzione da parte di Bruxelles? La verità è che costruire il Tap è un mega affare in cui aziende, fondi di investimento, fondi pensione, ma anche banche e assicurazioni sono pronti a tuffarsi, a patto che tutti i rischi vengano coperti in qualche modo dai governi, dalla Commissione europea, o da istituzioni finanziarie come la Banca europea per gli investimenti. Ossia dai soldi dei contribuenti.

I DANNI AMBIENTALI
Ricordo alla Commissione Ue che le praterie di Posidonia sono nursery di specie di interesse commerciale e sono fondamentali per la salvaguardia dell'ambiente marino costiero e per la pesca artigianale. Ricordo che negli ultimi 50 anni la Posidonia registra una regressione del 10% a causa di altri fattori, come la pesca a strascico (che non è sostenibile a differenza di quella artigianale), l'inquinamento, l'alterazione del regime sedimentario, la posa di cavi sottomarini e gasdotti. E ricordo anche che ci sono milioni di euro che, attraverso i progetti Life, l'Ue destina proprio al recupero della Posidonia. Un paradosso vergognoso: da un lato si spendono risorse con i soldi dei cittadini, e dall'altro si presta il fianco a ecomostri come la TAP che distruggono l'ambiente marino.

Non a caso, come ho scritto al commissario Ue Miguel Arias Canete, il ministero dell'Ambiente italiano ha deciso di avocare a sé le verifiche di ottemperanza di ben undici prescrizioni per la realizzazione del gasdotto Tap, sottraendole agli enti locali competenti, tra cui la Regione Puglia. Per questo chiediamo di sapere se questa decisione violi la direttiva 2011/92/UE concernente la valutazione dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. La VIA sul Tap è stata rilasciata sulla base di uno studio di fattibilità e non di un progetto esecutivo e restano numerose questioni da accertare, dato che le autorizzazioni ministeriali sono state concesse a fronte delle autocertificazioni di Tap, talvolta parziali e modificate in itinere. Un po' come gli studi dell'Efsa sul glifosato, tanto per capirici.

IL TAP E' SICURO?
Ricordate l'incidente in Austria? Ebbene, non potrebbe essere un caso isolato. Sul terminale di ricezione del Tap, il professore Umberto Ghezzi del Politecnico di Milano ha paventato 'rischi estremamente rilevanti, esplosioni e incendi'". Rischi accertati anche dalla Regione Puglia e che chiamano in causa la direttiva Seveso. Anche su questo vogliamo dall'Ue risposte chiare.

IL TAP VIOLA ANCHE I DIRITTI DEI CITTADINI E LO STATO DI DIRITTO
Il cantiere del Tap di Melendugno è ormai un Far West dove vige la legge del più forte a scapito dei diritti dei cittadini e delle autorità pubbliche. Qualche mese fa, persino i vigili urbani hanno dovuto attendere quasi un'ora prima di poter accedere al cantiere. Dovevano verificare, con l'aiuto di esperti, la regolarità e la legittimità dei lavori in corso che si svolgono principalmente nelle ore notturne. Ma i responsabili del cantiere li hanno tenuti fuori. Siamo dinanzi alla militarizzazione di San Foca. Le proteste pacifiche di cittadini e attivisti locali sono state "silenziate" dalla polizia. Cosi' come quelle dei Comuni interessati.

Noi continueremo a dare battaglia in Europa affinché l'Ue apra gli occhi su quanto sta accadendo in Puglia con il Tap. Oltre alla questione Posidonia, chiediamo a Bruxelles uno studio di valutazione sulle conseguenze economiche e sociali del gasdotto sulla regione e di pronunciarsi sulle proteste degli abitanti di San Foca, Melendugno e degli altri comuni interessati. Perché lo Stato di diritto va rispettato. Perché nell'Unione europea non possono esistere aree dove vige la legge delle multinazionali a scapito dei diritti dei cittadini. Perché il nostro mare e il nostro territorio vanno tutelati. Perché, in poche parole, il Tap va fermato".

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