La rivincita della Valledora

valledora-evi-peti.jpg

di Eleonora Evi e Mirko Busto

Dopo anni di scelte assurde, abbiamo messo la Regione Piemonte con le spalle al muro. È stato infatti deciso di adottare specifiche misure di tutela per la Valledora. La nuova disciplina sulle aree di ricarica degli acquiferi profondi era attesa da tempo, e casualmente è arrivata a qualche giorno di distanza dalla discussione al Parlamento europeo di una petizione-denuncia del sindaco di Tronzano Vercellese Andrea Chemello. La petizione in questione era stata inizialmente liquidata dalla Commissione europea come irrilevante, tanto che la valutazione inviata al Parlamento europeo aveva dato il via alla procedura di chiusura della petizione stessa. Grazie al nostro lavoro siamo riusciti a salvare la petizione dall'archiviazione accendendo un faro sulla grave situazione delle falde acquifere, sanitaria e ambientale della Valledora che è stata riconosciuta dalla Commissione Europea. Grazie a noi il Parlamento europeo ha deciso d'intervenire con una reazione istituzionale ufficiale a livello UE, a fronte dell'inerzia delle autorità regionali e nazionali italiane.

Pochi giorni fa, quindi, viene sancito il provvedimento della Regione Piemonte che certifica sulla Valledora il completo fallimento dell'amministrazione del Partito Democratico. Ammettendo anche l'assenza negli anni di un'adeguata pianificazione complessiva che ha determinato un proliferare di attività industriali, estrattive e di smaltimento rifiuti a danno dei sistemi acquiferi. Questo provvedimento rappresenta certamente un passo avanti molto positivo per la Valledora ma sembrerebbero discriminati, in quanto esclusi dai vincoli approvati, tutti quegli altri Comuni nei cui territori insistono aree di ricarica e pre-ricarica di falda. La Regione Piemonte deve abbandonare definitivamente il modello dannoso delle discariche ed abbracciare coerentemente l'economia circolare.

Una volta al Governo daremo una forte spinta per bloccare il ricorso alle discariche e all'incenerimento dei rifiuti. È sconcertante, infatti, sapere che, sempre nella stessa area della Valledora, pochi giorni fa sia giunta una nuova richiesta della Società A2A, che già gestisce alcune delle discariche nell'area, per realizzare un impianto di produzione di combustibili da scarti di materie plastiche (CSS combustibili solidi secondari, utilizzati poi per cementifici e inceneritori). L'Italia è già sottoposta ad una procedura d'infrazione per violazione delle norme UE sulle discariche esistenti, senza che tuttavia misure sufficienti e adeguate siano state adottata da parte di Governo nazionale e Regioni, con il rischio sempre più concreto che il nostro Paese riceva l'ennesima sentenza di condanna.

Guarda anche ...


Ultimi video

Titolo