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di Piernicola Pedicini, EFDD - M5S Europa

Continua la tragicomica storia dell'EMA, l'agenzia europea del farmaco che con procedure poco chiare e il lancio di una monetina è stata assegnata ad Amsterdam a danno dell'Italia. Ieri sera la commissione ambiente del Parlamento europeo ha discusso sugli sviluppi della missione che gli eurodeputati hanno sostenuto qualche settimana fa in Olanda, per poi votare a maggioranza sul trasferimento, appunto, da Londra ai Paesi Bassi. Grazie alla nostra richiesta di modificare la proposta della Commissione, che prevede l'assegnazione all'Olanda, si potrebbe rimettere tutto in gioco facendo andare la discussione al trilogo, ovvero il dialogo obbligato tra Commissione e i legislatori, Parlamento europeo e Consiglio.

È stato anche adottato un emendamento chiave al testo che avrà lo scopo di monitorare lo stato dei lavori con una periodicità trimestrale, affinché la tanto decantata "continuità operativa" - uno dei fattori chiave nella valutazione dei vari dossier degli Stati membri - sia rispettata. Un elemento questo che di certo Milano poteva garantire con grande semplicità, avendo a disposizione una sede già costruita invece di uno spazio vuoto che è quanto offre, ad oggi, la sede olandese.

Nella plenaria di giovedì, inoltre, si potrà vedere qualche sorpresa: si gioca la partita del rigetto di tutta la procedura sull'EMA. Ovvero il rifiuto da parte del Parlamento europeo di assegnare la sede ad Amsterdam. Noi la appoggeremo anche se siamo convinti che non ci sia il tempo materiale per ripristinare una competizione tra tutti gli Stati membri: la sede, per ovvi motivi, deve passare direttamente a Milano tramite trilogo.

Va ricordato, inoltre, che Amsterdam ha proposto nel frattempo una sede temporanea diversa da quella valutata dalla Commissione, elemento che viola il principio di immutabilità dell'offerta. Le istituzioni olandesi si stanno prodigando nel fornire rassicurazioni in merito alla conclusione dei lavori, peccato che lo "Spark building" - che ha sostituito i due edifici presentati dall'Olanda in un documento riservato - risponde solo per metà alle esigenze di spazio in termini di metratura e ha altre anomalie come la condivisione del parcheggio con nientemeno che un albergo.

La cosa più sconcertante è che il direttore attuale dell'EMA, Guido Rasi, ha ammesso che attualmente non esiste un piano B. Quindi, qualora quello spazio vuoto non dovesse trasformarsi in un edificio nel giro di circa un anno - cosa altamente improbabile -, è concreta la possibilità che l'EMA non si potrà trasferire. E il Regno Unito potrebbe addirittura non accettare più di ospitare la stessa agenzia oltre i termini della Brexit a Londra. O vendere questa proroga di ospitalità a carissimo prezzo.

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