Corte UE ci dà ragione: in Europa manca trasparenza

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di Laura Ferarra, EFDD - M5S Europa

Ieri la sentenza odierna del Tribunale di primo grado dell'Unione europea ha bacchettato sonoramente il Parlamento europeo, insieme a Consiglio e Commissione, per la scarsa trasparenza delle sue procedure legislative in fase di negoziati interistituzionali. Ad essere sotto la lente d'ingrandimento sono i cosiddetti triloghi, ovvero gli incontri tra Parlamento europeo, Commissione europea e Consiglio, dove vengono prese decisioni tenendo spesso i cittadini all'oscuro di tutto. Denunciammo questa procedura distorsiva all'epoca dei negoziati sul TTIP e oggi ci togliamo una piccola soddisfazione.

Mentre le altre riunioni delle commissioni parlamentari sono giustamente svolte a porte aperte e in web streaming, i triloghi sono rigorosamente a porte chiuse. Non vengono registrati, non ci sono verbali, non possono essere divulgate le informazioni: tutto viene mantenuto scrupolosamente segreto. È una fase di negoziato che può di fatto stravolgere il voto del Parlamento europeo su un determinato provvedimento e che quindi sfugge ad ogni possibile controllo democratico da parte dei cittadini.

Già nella mia relazione sull'accesso del pubblico ai documenti per gli anni 2014-2015, approvata dal Parlamento il 28 aprile 2016, avevo evidenziato l'importanza della trasparenza nel processo legislativo, rammaricandomi del fatto che, propria a causa dell'opacità delle procedure, i cittadini non avessero appunto alcun potere di supervisione sui negoziati che determinano l'adozione di direttive e regolamenti. Conseguentemente le persone non possono sapere chi ha deciso cosa, un problema che porta a una mancata assunzione di responsabilità da parte dei vari soggetti politici ed istituzionali coinvolti nel processo di formazione delle leggi europee.

Il Tribunale UE ci ricorda oggi che: "in un sistema fondato sul principio di legittimità democratica, i colegislatori devono rispondere dei loro atti nei confronti del pubblico" e che "l'esercizio da parte dei cittadini dei loro diritti democratici presuppone la possibilità di seguire in dettaglio il processo decisionale all'interno delle istituzioni che partecipano alle procedure legislative e di avere accesso a tutte le informazioni pertinenti". Un principio che impone la più ampia trasparenza dei triloghi, così come abbiamo sempre reclamato a gran voce.

Video archivio (novembre 2015). La proposta di Laura Ferrara su Rousseau:

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