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comunicato stampa

"Chi naviga sul web deve avere la certezza che i propri dati siano al sicuro. Questa fiducia non va tradita. Ecco perché non possiamo accettare l'ipocrisia di Mark Zuckerberg. Pubblicamente dichiara di voler garantire la massima protezione dei dati degli utenti e di voler applicare le nuove regole europee sulla protezione dei dati personali (GDPR) a tutti gli utenti mondiali, ma in realtà intende cambiare i termini di servizio del social network per sottrarre 1,5 miliardi di utenti a regole più eque e stringenti di quelle americane o asiatiche", così dichiara l'europarlamentare del Movimento 5 Stelle Marco Zullo.

"La numero 2 di Facebook, Sheryl Sanderberg, avanza l'ipotesi che per non minare il modello di business della piattaforma social, gli utenti che non vorranno cedere i propri dati a terzi, in futuro, potrebbero essere costretti a pagare. Non siamo qui per farci raggirare. Vogliamo norme che siano flessibili per lo sviluppo delle imprese, certo, ma che mettano al centro il cittadino e la protezione dei suoi dei dati", aggiunge Zullo.

"Se confermate le notizie sullo spostamento di milioni di utenti fuori dall'ambito di applicazione del nuovo regolamento europeo in materia di protezione dei dati personali - aggiunge la deputata del Movimento 5 Stelle Mariella Liuzzi - ci sarebbe un deciso passo indietro rispetto alla posizione espressa da Facebook solo qualche giorno fa in occasione della visita in Italia del privacy policy team dell'azienda americana. Avevamo apprezzato l'impegno di Facebook ad adeguare le proprie policy al nuovo contesto normativo europeo che per noi rappresenta un fondamentale avanzamento per i diritti dei cittadini e che riteniamo sia indispensabile estendere a livello mondiale. Se è vero che i dati sono il nuovo petrolio, allora devono essere trattati con le cautele e il rispetto che meritano, perché la persona, con i suoi diritti, deve essere al centro", conclude Liuzzi.
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