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di Marco Valli, EFDD - M5S Europa

Oggi il Parlamento europeo parla ancora del caso Martin Selmayr, il super burocrate tedesco voluto da Jean-Claude Juncker col metodo che ormai conosciamo, tanto caro alla Commissione europea: l'imposizione. La nomina di questo personaggio, che passa da capo-gabinetto del presidente a segretario generale dell'esecutivo, è stata letta dalla stampa internazionale e non solo come un tentativo dello stesso Juncker (e della Germania) di prolungare la sua egemonia anche alla scadenza del suo mandato. Il ruolo di segretario generale non è infatti a termine e permetterebbe ai teutonici di piazzare l'ennesimo uomo chiave in una delle caselle più determinanti dell'Unione Europea.

Questo super burocrate sarà più influente degli europarlamentari eletti dai cittadini perché si muoverà con meri fini politici. Avrà la possibilità di continuare a tessere le politiche attuali da un posto privilegiato e autorevole, schiaffeggiando il buon senso e il giusto controllo democratico che gli dovrebbe essere imposto.

Lo scontro istituzionale tra Parlamento europeo e Commissione europea è dunque in atto, dato molti gruppi politici di Strasburgo sono a dir poco schifati dall'atteggiamento dei leader dell'esecutivo e dal modo con cui Selmayr abbia scalato - con una carriera fulminante - i vertici di quella che dovrebbe essere un'istituzione "non scalabile". Questa diatriba culminerà mercoledì con il voto in plenaria, che mostrerà la vera faccia di molti europarlamentari. Nel mentre la commissione CONT ha trovato un compromesso ridicolo sul caso. È passata la richiesta di rivedere la procedura della nomina del segretario generale ma non la revoca o la richiesta di dimissioni di Selmayr stesso: uno schiaffo alla democrazia oltre che una presa in giro.

Il MoVimento 5 Stelle chiede che il tedesco Selmayr metta nero su bianco le sue dimissioni con effetto immediato. Questo per garantire la possibilità alla successiva Commissione europea di sostituire il segretario generale secondo una procedura "legale" e più trasparente. Mercoledì inviteremo tutti gli europarlamentari a non concedere il discarico alla stessa Commissione europea e ci auguriamo che per una volta prevalga il buon senso e non i soliti interessi legati all'amministrazione Juncker-Merkel.

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