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La schiera degli europarlamentari che utilizzano il proprio mandato, e il proprio stipendi con relativi fondi, in maniera "allegra" aumenta ad ogni tornata elettorale. Oggi spunta un nuovo nome sulla lista, sconosciuto al grande pubblico, se non ai molisani che si sono ritrovati con Aldo Patriciello eletto al Parlamento europeo per il quarto mandato consecutivo. È lui, assieme al presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani, ad aver politicamente iniziato la campagna elettorale di Forza Italia per il Molise. Della credibilità internazionale di cui continua a parlare quest'ultimo, però, non v'è traccia a Bruxelles e Strasburgo, bensì persiste un'accozzaglia di personaggi che cercano di accreditarsi coi falchi tedeschi di cui sono alleati nel PPE. E Aldo Patriciello è uno di questi, anche se non uno qualunque: la sua famiglia è proprietaria di numerose aziende con circa 900 dipendenti, attive nella sanità, nell'edilizia e nell'editoria. Tra queste vi sono vi sono Neuromed, uno dei maggiori complessi sanitari del Molise, Cardiomed, Radiologia Medica Massa, Istituto Clinico Mediterraneo. Di ognuna di queste anche le società collegate, con il cappello della ALPA SAS e L.R. ISVIS SRL (fonte Parlamento europeo).

In Europa ha dato ampiamente prova della sua integrità in questa legislatura: ha votato a favore di pesticidi; del glifosato; degli OGM; ha votato per non rinunciare ai privilegi (pensioni privilegiate e stipendi assurdi); in favore dei fosfati per la conservazione della carne congelata utilizzata per i kebab; per non dichiarare le sue spese da europarlamentare; a favore del CETA; a favore di ogni testo economico che imponeva maggiore austerità; contro la riduzione delle spese delle istituzioni europee; contro il blocco ai finanziamenti dei partiti politici e delle fondazioni europee; in favore dell'invasione dell'olio tunisino; in favore dell'insabbiamento dello scandalo Dieselgate (con i famosi limiti di tolleranza innalzati dal Parlamento europeo); contro norme che inquadrassero e condannassero i paradisi fiscali e molto altro.

Un curriculum di tutto rispetto, possiamo dire. Lui è il dominus della politica molisana, quello che per Forza Italia sposta gli equilibri da decenni. È già stato vicepresidente della giunta regionale, anche assessore all'agricoltura. In generale è uno degli uomini del Sud della formazione berlusconiana, dopo che Raffaele Fitto se n'è andato e, soprattutto, dopo che il collega e amico fedele Nicola Cosentino è stato arrestato. Ricapitolando: televisioni private, squadre di calcio e aziende attive nei settori di sanità e costruzioni, europarlamentare assenteista che conosce i trucchi del mestiere e due belle condanne passate in giudicato. È praticamente un Berlusconi in miniatura che, come l'originale, nonostante venga più volte coinvolto in pesanti procedimenti giudiziari (tra cui Piedi D'Argilla, sfiorato dal reato di 416 bis), riesce sempre a uscirne più o meno pulito. Negli anni, con la casuale e repentina crescita delle sue aziende, Neuromed su tutte, gli viene garantito il bacino di voti necessario, principalmente dalla Campania e dalla Basilicata.

A proposito di credibilità internazionale: Patriciello è famoso in Europa per i più assurdi emendamenti presentanti nei vari report. Ha una passione particolare nel tentare di cambiare in commissione ITRE le "e" con i "ma", oppure i "se" con i "forse": liste di modifiche che manda, come da prassi, a tutti gli oltre 700 europarlamentari europei. La strategia è abbastanza semplice, tentare di scalare l'assurda classifica del cosiddetto "MEP Ranking" che vorrebbe inquadrare i parlamentari più attivi e che tanti problemi gli ha dato in passato. Peccato che, come capita spesso per molti, Patriciello in commissione ITRE (quella per l'industria, la ricerca e l'energia a cui appartiene anche il nostro portavoce Dario Tamburrano) a battagliare sui report e sulle proposte, c'è stato poco o nulla. E se è questa la credibilità di cui parla dall'alto della sua neutralità istituzionale il presidente del PE, si preannunciano giorni complicati per il Molise.

Questa Regione è stata utilizzata negli anni come un bancomat e un poltronificio dalla vecchia politica. È arrivato il momento di dire basta: per il Molise #UnFuturoEsiste. Liberiamolo dalle varie cricche che lo hanno guidato e pervaso fino ad oggi, quelle dei Patriciello e non solo. Stiamo esprimendo in questi giorni i nostri punti del programma, con chiarezza affinché tutti possano conoscerli e scegliere con consapevolezza.

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