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di Rosa D'Amato, EFDD - M5S Europa

La Commissione Europea minaccia il cuore del sistema logistico italiano: i porti. Da aprile l'Italia è sotto la lente d'ingrandimento della "DG Competition" per aver evaso le tasse, con una conseguente possibile apertura di una procedura d'infrazione. Peccato che in Italia le Autorità portuali nazionali siano emanazioni dello Stato, non imprese private come accade nel Nord Europa. Quindi le tasse le raccolgono invece di pagarle. Veniamo assurdamente accusati di concorrenza sleale nei confronti del resto d'Europa, semplicemente per avere la colpa di utilizzare un sistema diverso.

Ci spiace dirlo ma stiamo parlando di un vero e proprio attacco al Mediterraneo e all'Italia, il cui sistema portuale, lo ribadiamo, è pubblico. Ascoltando la Commissione UE arriveremmo al paradosso di auto-tassarci; ciò che ora serve è un pressing a livello politico, questa volta come Governo, per poi passare alla Corte di Giustizia europea.

Il rischio è grave: i bilanci delle Autorità portuali potrebbe saltare, e le tasse - come i futuri canoni concessori - dovranno essere rivisti al rialzo. Se tutto andrà per il peggio, il conto sarà di circa 100 milioni di Euro e dovrà essere pagato dal 2020, aumenti che ricadranno ovviamente sugli operatori. Non possiamo rischiare di perdere questa fetta della nostra economia.

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