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di Eleonora Evi e Piernicola Pedicini, EFDD - M5S Europa

La partita dell'EMA - l'Agenzia europea del farmaco - vinta da Amsterdam con l'escamotage della monetina e offuscata da una serie di storture procedurali, non è ancora chiusa. Abbiamo ritenuto pienamente fondate le denunce presentare dal Sindaco di Milano, Beppe Sala, in merito alla violazione dei principi cardine del processo decisionale dell'Unione Europea, quali quelli di trasparenza e pubblicità. Per questo abbiamo chiesto che il primo cittadino venisse ascoltato mercoledì in commissione petizioni del Parlamento europeo, ottenendo quindi un'accelerazione della discussione. L'Italia deve imparare a fare sistema unendo le forze, specialmente in Europa, per contare di più in ambito internazionale. Con la vicenda dell'EMA anche i cittadini hanno subito un danno gravissimo, che dovrebbe essere compensato con l'assegnazione delle prossime agenzie in fase di costituzione in seno all'UE: quella sul lavoro e della e per la "cyber security".

Il 22 Giugno 2017, infatti, le regole fissate in sede di riunione dei Capi di Stato e di Governo, tra cui quello Italiano, hanno demandato agli Stati Membri la decisione sul trasferimento dell'EMA, confinando il Parlamento Europeo alla marginalità, costretto di fatto ad una mera ratifica di quanto doveva essere deciso altrove. Quell'altrove era una riunione "a margine" del Consiglio Affari Generali dell'UE, con gli stessi partecipanti del Consiglio. Una tecnicalità (quella del termine "a margine") per voler far intendere che la decisione assunta non riguarderebbe l'Unione Europea.

Nel mentre, Amsterdam ha ampiamente dimostrato di non essere pronta e di non avere un piano B che potrebbe assicurare la cosiddetta "continuità operativa" (come vi abbiamo spiegato qui), per non dover appunto interrompere l'importante lavoro dell'agenzia. Un assurdo, specialmente considerando il fatto che l'Italia ha una sede pronta, finita e già efficiente che potrebbe assicurare tutto quello di cui si avrebbe bisogno, spazi compresi.

A questo punto, in seguito all'audizione del sindaco Sala, chiederemo l'invio di una lettera ufficiale in sede di trilogo, nonché alla Commissione Europea e al Consiglio, con i seguenti contenuti:
- sospensione del trilogo sul Regolamento relativo all'ubicazione della nuova sede dell'Agenzia europea per i Medicinali, con contestuale richiesta immediata alla Commissione Europea ed alle Autorità competenti dei Paesi Bassi di fornire a tutti gli eurodeputati tutte le informazioni relative alla candidatura di Amsterdam ed agli impegni assunti;
- ciò a tutela integrale delle prerogative del Parlamento Europeo e del ruolo di rappresentanza svolto dai deputati europei nell'interesse di tutti i cittadini dell'Unione Europea, i cui diritti democratici verrebbero violati irreparabilmente se non si adottasse una procedura ispirata alla rispetto pieno e coerente dei principi di trasparenza e pubblicità delle informazioni e delle correlate decisioni assunte;
- la sospensione è tanto più necessaria quanto imprescindibile anche per la contestuale presenza di cause pendenti in Corte di Giustizia UE avanzate dal Comune di Milano e dal Governo italiano sulla vicenda, onde evitare la vanificazione dell'azione giudiziaria intrapresa mettendo la Corte dinanzi al fatto già compiuto, ovvero alla conferma di una decisione viziata da plurime criticità;
- rileviamo che le relazioni trimestrali sull'avanzamento dei lavori per la sede definitiva richieste alla Commissione Europea e alle Autorità dei Paesi Bassi dal Parlamento UE, nella sua posizione in prima lettura, non possano essere considerate un mero esercizio stilistico ma debbano avere carattere vincolante ed eventualmente sanzionatorio. Pertanto esse devono essere sottoposte ad una pronuncia esplicita del Parlamento europeo e qualora avessero risultato negativo si debba giungere all'esclusione di Amsterdam per violazione del criterio cardine della "business continuity" e la sostituzione immediata con una nuova sede, quale è quella di Milano, capace di assicurare la piena continuità operativa dell'EMA nei tempi fissati dal quadro regolamentare (attivazione della soluzione di back-up a tutela della continuità operativa EMA cui si correla la salvaguardia della salute umana ed altresì a tutela degli interessi finanziari dell'UE)
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