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Interventi di Fabio Massimo Castaldo e Tiziana Beghin, Efdd/ Movimento 5 Stelle Europa, nel dibattito al Parlamento europeo sulle relazioni con l'Iran.

di Fabio Massimo Castaldo, Efdd/Movimento 5 Stelle Europa

"Guardati dal nemico ma dall'amico guardati cento volte. Questo aforisma calza a pennello alla complicata situazione che si è creata a seguito della decisione americana di ritirarsi unilateralmente dall'accordo sul nucleare iraniano.
 
Questo ha portato la Commissione ad estendere il mandato della BEI all'Iran per supportare le nostre imprese e a rispolverare il cosiddetto statuto di blocco, che proibisce alle compagnie europee di adeguarsi alle sanzioni extraterritoriali statunitensi. Questa partita a scacchi rappresenta un problema tanto grande quanto complesso. Nonostante l'Unione e gli Stati membri abbiano a più riprese affermato il nostro supporto all'accordo, con la conferma delle sanzioni secondarie verrebbero meno gli incentivi economici per l'Iran, che infatti ha minacciato di uscire a sua volta.
 
Credo che la decisione statunitense di lasciare unilateralmente l'accordo rappresenti un errore storico e sono fermamente convinto che sia nostro dovere fare tutto il possibile per salvaguardarlo, nonostante gli strumenti a disposizione forse non siano ancora sufficienti per l'arduo compito.
 
Voglio fare un ultimo appello al Presidente Trump: sediamoci assieme e, partendo dall'attuale base, che è appunto l'accordo stesso, un accordo che sta funzionando, cominciamo i negoziati per ampliarlo, venendo incontro alle vostre preoccupazioni. Come gesto di buona fede, però, gli Stati Uniti rinuncino quantomeno ad applicare le sanzioni secondarie alle compagnie europee.
 
Se dovessimo fallire assisteremo ad un precedente pericolosissimo, non solo per l'ulteriore destabilizzazione e l'escalation nella regione, ma perché si renderebbe evidente che gli Stati Uniti in primis e l'Occidente tutto non sono più partner affidabili nel mantenere la parola data. Ne va della nostra sicurezza, come lei ha detto, e non solo del nostro commercio.
 
Cari colleghi, la fiducia si guadagna goccia a goccia, ma si perde a litri. È essenziale che su questo dossier non ci siano spaccature tra noi, e agli alleati statunitensi dico: attenzione ad abbandonare il multilateralismo in favore di confronti bilaterali, può essere un'arma a doppio taglio anche per voi. Come dice un antico proverbio persiano, "se il gatto e il topo trovano l'accordo, il droghiere è rovinato".




di Tiziana Beghin, Efdd/ Movimento 5 Stelle Europa

"Grazie all'accordo sul nucleare e la fine dell'embargo, l'Iran si è aperto al mondo e molte aziende italiane ed Europee hanno ripreso a commerciare con questo paese, investendo in Iran miliardi di euro per creare infrastrutture e servizi.

Tramite il commercio possiamo migliorare la situazione del popolo iraniano e creare nuove opportunità di lavoro e sviluppo per le nostre imprese, non solo quelle grandi, come all'inizio, ma ma anche per le PMI si apre un mercato decisamente interessante, viste le dimensioni, ma anche facendo riferimento a quanto era già abbastanza rilevante per le nostre aziende prima dell'embargo. È chiaro che le sanzioni decise dagli Stati Uniti ostacoleranno questi progetti, e in base all'approccio americano ogni impresa che commercia con l'Iran rischia di perdere l'accesso al mercato americano e la facoltà di usare il dollaro come moneta per gli scambi. In pratica la perdita di un mercato essenziale e la paralisi del credito.

È evidente, non c'è nessuna legittimità in queste sanzioni, perché l'Iran ha rispettato tutti i termini dell'accordo sul nucleare!
Quindi l'Europa deve farsi trovare preparata e aiutare le imprese Europee, l'Unione dovrebbe negoziare delle esenzioni specifiche con gli Stati Uniti, permettendo alle nostre imprese di continuare a fare affari.

Ma si dovrebbe anche consentire agli Stati membri di dotarsi di fondi ad hoc per sostenere le imprese colpite dalle sanzioni e estromesse dai canali di credito, senza che questa forma di supporto sia considerata aiuto di Stato.

Ogni misura dovrebbe essere concordata e armonizzata tra i diversi Stati, perché proprio la mancata coordinazione tra gli Stati europei creerebbe un danno enorme alle nostre aziende. E bisogna capire chi pagherà se queste sosterranno perdite.

Il commercio con l'Iran è importante per gli iraniani e per le nostre aziende, se non vogliamo perderlo dobbiamo correre ai ripari e dobbiamo farlo tutti uniti".


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