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di Rosa D'Amato, eurodeputata M5S Europa/gruppo EFDD

In questi giorni, le Nazioni Unite hanno ricordato che solo un piccolo numero di paesi ha ratificato i principali standard internazionali per garantire la sicurezza e un lavoro decente delle persone dedite alla pesca.

La pesca ha un'alta mortalità, le più recenti stime sono di 32.000 morti l'anno.

Stiamo parlando un lavoro usurante e come tale va riconosciuto
. I governi che sino succeduti finora non lo hanno fatto. Ci impegneremo con il novo governo affinché si ponga fine a questa situazione iniqua e discriminatoria verso un comparto cosi' importante per il nostro paese. Molte volte i pescatori trascorrono lunghe stagioni isolati in mare, senza la possibilità di ricevere assistenza medica, lavorando senza contratto e con fatica accumulata. Se non è un lavoro usurante questo non so quale altro possa esserlo.

Occorre pertanto una tabella delle malattie professionali conseguenti a tale attività e l'introduzione di un ammortizzatore sociale stabile e duraturo. Tornando al monito dell'Onu, ci sono paesi dove le condizioni di lavoro dei pescatori sono aggravate da fattori come la rappresentanza limitata dei sindacati, lo sfruttamento dei migranti, il lavoro minorile o il traffico illegale di persone. Tali paesi spesso esportano nell'Ue e il loro pesce finisce sulle nostre tavole. All'ingiustizia subita dai lavoratori di quesi paesi si aggiunge la concorrenza sleale nei confronti dei nostri pescatori.

Tutto cio' è inaccettabile e anche su questo è necessario un impegno del governo in Europa per fermare gli accordi commerciali con paesi terzi che non rispettano i diritti dei lavoratori.

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