L'Europa deve cambiare aria

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L'Europa a più velocità di Junker resta ferma al palo quando bisogna accelerare per il bene dei cittadini. Nella risposta della Commissione alla nostra interrogazione, sul perché ancora oggi non siamo stati capaci di agire subito per arginare il principale killer inquinante del nostro secolo, l'Europa ha ammesso di essere in ritardo da 12 anni ma che ancora sta valutando l'introduzione di nuovi standard per il PM2.5. Lo stesso Juncker ha recentemente ribadito "il nostro fermo impegno comune a contrastare i cambiamenti climatici e a dare prova di una leadership mondiale", ma la verità è che l'Europa è l'ultima al mondo "così detto industrializzato" nel proteggere la salute dei cittadini.

I dati riportati in questa tabella sono chiari:

Le evidenze scientifiche dimostrano che l'inquinamento atmosferico non è più quello di 20 anni fa: oggi sappiamo che nelle catene alimentari, in atmosfera, nella biosfera, sono presenti tantissime sostanze che non esistevano prima in natura.

Sono prodotti artificiali, di sintesi: pesticidi, interferenti endocrini, metalli pesanti, particolato ultra fine, prodotti dal traffico veicolare e dalle grandi industrie in tali quantità che ormai si trovano ovunque.

Più viviamo vicino a grandi impianti industriali o nelle città più se ne trovano e l'impatto sulla salute è più nocivo. Le normative vigenti non sono al passo coi tempi, la continua evoluzione, accelerazione e dispersione degli inquinanti non attendendo nell'uccidere i cittadini ogni giorno.

"Bisognava agire già nel 2006 ma, a causa delle pressioni della grande industria, è decisamente mancata la volontà politica. Per rispettare gli standard più stringenti di emissioni di PM2.5 si devono abbandonare le fonti fossili in tutti i settori (autotrazione, industria, residenziale, agricoltura etc) le auto diesel e benzina dai centri città. Se si intraprende con decisione questo percorso si creerà un volano agli investimenti Green che agevolerà l'economia circolare, cambierà radicalmente il concetto di produzione, distribuzione e consumo del 21secolo", commenta Piernicola Pedicini, eurodeputato M5S Europa/EFDD.


Fonti tabella:

WHO
Australia
Canada
USA
Giappone
Europa
China
India

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