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intervento di Laura Ferrara, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, in occasione del dibattito al Parlamento europeo sule conclusioni del Consiglio europeo del 28 giugno.


"Nell'ultima riunione del Consiglio europeo, che ha dato grande spazio alla questione migratoria, sono emerse tutte le tensioni e le spaccature che si vivono oggi nell'UE su un tema determinante per il suo futuro.

Se da una parte abbiamo il gruppo dei Paesi dell'est, che segue la nota politica dei muri per quanto riguarda l'accoglienza, dall'altra parte abbiamo assistito al tentativo dell'asse franco-tedesco, in occasione del pre-vertice del 24 giugno, di imporre una proposta preconfezionata agli Stati membri. Questa volta però c'è stata una novità.

La novità è stata rappresentata dall'Italia, che si è ribellata al destino che qualcuno voleva scrivere per essa, alla funzione di unico luogo dove far sbarcare i migranti diretti in Europa e a tutti gli oneri derivanti dal fallimentare Regolamento di Dublino.

Per la prima volta nel Consiglio europeo, grazie all'azione di un Governo che si muove senza essere trattato da marionetta, si afferma che lo sbarco di chi viene salvato in operazioni di ricerca e salvataggio -operazioni che, come ho sempre detto, sono doverose su un piano morale prima ancora che giuridico- dovrà basarsi su azioni condivise o complementari tra gli Stati membri.

Si sono poste le basi per un sistema di vie legali di accesso all'UE, di una riforma di Dublino sulla base di un equilibrio tra responsabilità e solidarietà, tenendo conto -anche qui- degli sbarchi, nonché dell'urgenza di potenziare il partenariato con l'Africa.

Ancora la partita più aperta e molto deve essere fatto. In particolare, resta ancora tanto lavoro sulla riforma del sistema europeo comune di asilo, che oltre il regolamento di Dublino, riguarda anche il regolamento procedure. E su questo fronte dovranno essere aumentati gli sforzi per garantire da un lato i diritti dei richiedenti asilo e dall'altro prevenire gli abusi del sistema, da parte di color che non hanno diritto alla protezione internazionale attraverso una procedura efficiente ed eguale in tutti gli stati membri.

Tutto questo sarà indispensabile per contrastare efficacemente il business dell'immigrazione e, soprattutto, per dare prova del fatto che esiste ancora un progetto europeo basato su solidarietà e cooperazione".

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