Nestlé sospesa dal comitato dell'olio di palma sostenibile

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di Tiziana Beghin, EFDD - M5S Europa

Ricordate queste immagini? Era il 2013 e un orango in Indonesia lottava disperatamente contro un bulldozer per difendere un albero...O meglio, per salvare la sua casa!

Per colpa della produzione senza scrupoli di olio di palma, di scene come queste se ne sono viste molte, ma fortunatamente negli ultimi anni la questione è stata affrontata seriamente anche dalla politica: io stessa sono stata relatrice di un dossier del Parlamento europeo per la produzione sostenibile di olio di palma, e nel frattempo è cresciuta anche l'importanza del Roundtable on Sustainable Palm Oil (RSPO), un comitato che unisce produttori, società di consumo e attivisti e che fornisce certificati di sostenibilità all'industria.

La maggior parte dei grandi marchi occidentali si è ormai adeguata ai nuovi standard.
Quasi tutti, MA NON TUTTI.

La pecora nera è rappresentata da Nestlé: la multinazionale con sede in Svizzera è stata infatti sospesa dall'RSPO per colpa dei report aziendali per gli anni 2016 e 2017 in cui non ha dimostrato di avere utilizzato per i propri prodotti olio sostenibile certificato.

La compagnia ha ora un mese di tempo per rimettersi in carreggiata, pena l'espulsione. L'impressione, però, è che la Nestlé sia molto poco interessata a fare parte del comitato: mancano, infatti, all'appello anche 2 mila euro di quota associativa.......Una cifra ridicola che, se equiparata con il portafoglio di noi comuni mortali, equivarrebbe a un millesimo di centesimo di euro!

Purtroppo, è sempre il solito discorso: quando parliamo dei giganti del commercio, il profitto viene sempre prima di tutto, anche della salvaguardia del nostro pianeta e del futuro dei nostri figli...


Ecco il video scioccante che mostra un orango che combatte contro un bulldozer per proteggere l'ultimo albero:

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