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di Isabella Adinolfi
, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa


"Il gruppo EFDD ha presentato istanza di voto in plenaria sulla direttiva copyright. Grazie a questa richiesta il Parlamento europeo giovedì 5 luglio dovrà decidere se riaprire il dibattito e concedere dunque la possibilità di presentare emendamenti come da noi auspicato. Il testo approvato dalla Commissione giuridica pone a serio rischio la libertà di espressione sulla rete. Internet deve essere il luogo libero e aperto, così come lo abbiamo conosciuto fino ad ora.

Esprimiamo solidarietà a Wikipedia che per protesta contro la direttiva ha deciso di oscurare le proprie pagine. I grandi gruppi (PPE e ALDE) hanno infatti approvato, ignorando tra l'altro gli appelli di accademici e studiosi, due articoli assai controversi: si tratta dell'articolo 11 e dell'articolo 13. Vediamo cosa dicono questi due articoli vergognosi.

VIDEO. Ascolta e condividi il video di Isabella Adinolfi. Salviamo internet dalla censura europea.

ARTICOLO 11
L'articolo 11 introduce un nuovo diritto d'autore "ancillare" per gli editori. In altre parole, agli editori viene concesso il diritto di vietare la condivisione su internet dei c.d. snippets, ossia frammenti e titoli di articoli di giornale contenute nei link che i cittadini condividono. Secondo la Commissione e il relatore l'introduzione di un simile diritto a favore degli editori garantirebbe un'informazione di qualità e meno fake news. Non si capisce il nesso però tra questa nuova tassa, istituita con l'articolo 11, che è stata per l'appunto definita "link tax" e la prevenzione e diminuzione della circolazione delle bufale. Per garantire agli editori quei profitti che hanno perso con l'avvento di Internet, che ha reso obsoleti i loro modelli di business, si è deciso di sacrificare la libera condivisione, alla base di Internet, in un'ottica assolutamente anacronistica che penalizzerà la circolazione di informazioni, conoscenze e contenuti. Piuttosto, credo che servano massicci investimenti nell'educazione ed istruzione, anche digitale. Io per esempio ho presentato un progetto pilota, che è stato approvato ed è ora in corso, che si intitola "Media literacy for all".

ARTICOLO 13
L'articolo 13 invece determinerà l'introduzione di un meccanismo di filtraggio dei contenuti che vengono caricati dagli utenti. Immaginate ad esempio di aver caricato a scopo di satira, su una piattaforma o social network, un video coperto dal diritto d'autore (pensate al video che paragonava il discorso d'insediamento di Trump a quello del personaggio di Bane nel film "Il cavaliere oscuro - Il ritorno"), oppure un meme con un fotogramma di un film. In questi casi, la piattaforma potrebbe rimuoverli, perché in violazione del diritto d'autore. Non possiamo affidare a soggetti privati, oggi multinazionali americane ma un domani forse cinesi, il potere di decidere che cosa possiamo vedere o condividere. Un tale potere non può essere affidato agli algoritmi, che non possono decidere della nostra vita. Tutto ciò è pericoloso non soltanto perché per ragioni di diritto d'autore si rischia di minare la libertà di espressione (diritto fondamentale), ma anche perché rischia di affossare le PMI e start-up europee che dovrebbero sobbarcarsi ingenti costi per mettere in piedi efficaci sistemi di filtraggio. Inoltre, a ben vedere l'applicazione dell'articolo 13 sembra materialmente impossibile, visto che si dovrebbero controllare tutti i contenuti, nessuno escluso, che vengono caricati.

L'articolo 11 e l'articolo 13 vanno semplicemente aboliti tout court. Per questo continuerò a battermi anche in plenaria a difesa degli interessi dei cittadini e dell'Internet libero".

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