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A cura di Dario Tamburrano e Tiziana Beghin, M5S Europa/EFDD


Pubblichiamo, a puntate, un approfondimento speciale dedicato al CETA.

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Con l'eliminazione di quasi tutti i dazi sui prodotti agricoli, il CETA espone l'agricoltura UE, basata su piccole aziende, alla concorrenza diretta delle grandi aziende agroindustriali canadesi, molto diverse non solo per le dimensioni ma anche per gli standard che comportano minori costi di produzione. Inoltre il trattato contiene una clausola di salvaguardia che consente al Canada di sospendere l'importazione di prodotti agricoli UE nel caso che essi causino serie difficoltà alla produzione nazionale. Il trattato non contiene tuttavia un'analoga clausola di salvaguardia per l'agricoltura europea. La Vallonia belga é riuscita ad inserire la salvaguardia della propria agricoltura fra le condizioni dell'applicazione del CETA.

A proposito di sicurezza alimentare, il trattato non contempla esplicitamente l'importazione nell'UE di OGM e carne agli ormoni provenienti dal Canada. Tuttavia lascia letteralmente in bianco (dovrà essere scritto in seguito) il paragrafo relativo ai criteri per stabilire se un alimento canadese rispetta gli standard UE di sicurezza alimentare, e se dunque può essere venduto nell'UE. Si apre così un'amplissima area di incertezza all'interno della quale il Canada potrà sostenere che i suoi OGM e la sua carne agli ormoni rispettano gli standard UE perché sono sicuri esattamente quanto gli omologhi europei.

Il CETA inserisce anche un altro cavallo di Troia nelle norme UE relative alla sicurezza alimentare, dato che riconosce ed incorpora le norme sanitarie e fitosanitarie dell'Organizzazione Mondiale del Commercio, in passato usate anche dal Canada per attaccare vittoriosamente, in sede internazionale, proprio le norme UE contro OGM e carne agli ormoni.

Infine il trattato, attraverso la cooperazione normativa, lancia potenti siluri al principio di precauzione che ha finora impedito la massiccia importazione nell'UE di OGM destinati all'alimentazione umana.

Secondo la Commissione Europea, l'arrivo dei prodotti agroalimentari canadesi nell'UE potrà contribuire a mantenere bassi i prezzi a beneficio dei consumatori, mentre l'agricoltura UE trarrà benefici dalla possibilità di esportare alimenti di alta qualità destinati ai canadesi più abbienti.

Il CETA fornisce un qualche riconoscimento, sul mercato canadese, ad una piccola parte dei prodotti UE a denominazione di origine.

UE e Canada, le differenze nell'agricoltura

La superficie media delle aziende agricole UE é pari a 16,1 ettari). In Canada é di 314,8 ettari. Il Canada é uno dei grandi produttori mondiali di OGM, mentre nell'UE (che pure ammette massicce importazioni di OGM per l'alimentazione del bestiame) la coltivazione é molto ridotta.

In materia di sicurezza alimentare e non solo, le aziende agroindustriali canadesi sono tenute a rispettare standard inferiori a quelli UE e hanno con costi di produzione più bassi rispetto all'UE.

In particolare, il Canada non impone agli allevatori di bestiame standard minimi di benessere animale9). Gli standard esistono invece nell'UE, ed ovviamente comportano maggiori costi di produzione11).


L'eliminazione dei dazi

L'accordo fra UE e Canada prevede l'eliminazione immediata del 92,2% e del 90,9% delle rispettive tariffe doganali sull'importazione dei prodotti agricoli. L'eliminazione delle tariffe salirà al 93,8% e al 91,7% dopo sette anni. Le tariffe superstiti si concentreranno soprattutto nel comparto uova e pollame.

In alcuni settori agricoli, la liberalizzazione degli scambi avverrà attraverso il meccanismo dei contingenti tariffari.

L'importazione in Canada di formaggi UE esentati da dazi doganali, nel giro di sei anni, salirà dalle attuali 2.667 tonnellate a 17.700 tonnellate: 16.000 tonnellate di formaggio di alta qualità e 1.700 tonnellate di formaggio industriale.

L'importazione nell'UE di grano canadese esente da dazi doganali passerà da 38.835 a 100.000 tonnellate; mais dolce, da 7.640 a 45.840 tonnellate; carne di maiale, da 12.500 a 75.000 tonnellate; carne di bisonte, 3.000 tonnellate; carne bovina, 64.950 tonnellate, più l'assegnazione totale al Canada di un'ulteriore quota di 14.950 tonnellate di carne bovina di alta qualità, prima suddivise fra Canada ed USA.

Al momento, gli allevatori canadesi non dispongono di così tanta carne in linea con le norme UE di sicurezza alimentare: é lecito attendersi che esercitino pressioni affinché esse vengano ammorbidite.


Le differenze nella sicurezza alimentare

Esistono numerose differenze nelle norme dell'UE e del Canada relative alla sicurezza alimentare. Alcuni fra i punti principali:

- Il Canada considera i "nuovi alimenti" - gli OGM - equivalenti ai loro omologhi convenzionali, e dunque la presenza di OGM in un alimento non viene indicata in etichetta. Nell'UE l'autorizzazione all'importazione o alla coltivazione di ogni singolo OGM é subordinata alla valutazione della sicurezza e la presenza di OGM va indicata in etichetta; ammessa solo una contaminazione accidentale inferiore allo 0,9%

- In Canada il pollame e la carne bovina vengono igienizzati, dopo la macellazione, con un risciacquo di acqua e candeggina: una pratica che l'UE non consente, dato che essa affida l'igiene delle carni macellate al rispetto di una serie di procedure relative ad ogni fase della lavorazione

- Il Canada permette l'uso di ormoni della crescita per l'allevamento dei bovini; permette l'uso della ractopamina - un promotore della crescita - nell'allevamento di maiali, tacchini e bovini; talvolta permette anche l'uso di antibiotici come promotori della crescita. Nell'UE queste pratiche sono vietate per salvaguardare la salute umana.


Quali alimenti canadesi sono considerati sicuri dall'UE? La pagina é lasciata letteralmente in bianco

Il Canada produce e consuma anche OGM e carne agli ormoni. Il CETA dice che gli alimenti canadesi possono essere importati e venduti nell'UE solo se offrono alla salute e all'ambiente un livello di protezione pari a quello offerto dalle regole europee. Lascia però letteralmente in bianco la pagina dedicata ai criteri da usare per accertare se questo avviene. Questa pagina di fondamentale importanza sarà scritte dai burocrati del CETA Joint Committee al di fuori del controllo democratico. Tecnicamente, si tratta di riempire una parte degli allegati 5-D e 5-H che ora recano soltanto le diciture "Da concordare in seguito".

Le misure sanitarie e fitosanitarie cui é dedicato l'articolo 5 del CETA comprendono anche gli strumenti e i margini di manovra a disposizione dell'UE per evitare che gli alimenti importati dal Canada causino danni alla salute umana e all'ambiente.

In base all'articolo 5.6.1 del CETA, l'UE accetta i criteri canadesi di sicurezza alimentare - se il Canada "dimostra obiettivamente" all'UE che i criteri canadesi proteggono la salute e l'ambiente come i criteri europei (vale anche l'inverso: il Canada accetta i criteri UE se l'UE dimostra che essi proteggono la salute come quelli canadesi). Su questo si basano le affermazioni secondo le quali il CETA non comporta un abbassamento degli standard UE di sicurezza alimentare.

Ma il diavolo sta in un dettaglio: é l'articolo 5.6.2, che affida all'allegato 5-D il compito di definire le linee guida per determinare e riconoscere l'equivalenza dei criteri di sicurezza alimentare. A sua volta, l'allegato 5-D, intitolato "Linee guida per determinare, riconoscere e mantenere l'equivalenza", al paragrafo "Determinazione e riconoscimento dell'equivalenza" contiene soltanto la dicitura "da concordare in seguito". In un paragrafo successivo sono invece elencati i criteri da seguire per mantenere l'equivalenza qualora il Canada o l'UE modifichino la propria normativa.

La parte in bianco non é riferita alle modalità con cui dovranno essere applicati dei parametri di mutuo riconoscimento già concordati fra Canada e UE. E' riferita invece ai parametri di mutuo riconoscimento in sé, a proposito dei quali le due parti hanno stabilito solo che toccherà al Canada "dimostrare obiettivamente" che i suoi standard di sicurezza alimentare sono adeguati rispetto al livello richiesto dall'UE, e viceversa.

La pagina bianca apre un'amplissima zona grigia dominata dall'incertezza. Essa può essere utilizzata dal Canada anche per aggirare il fatto che il CETA non permette esplicitamente l'importazione nell'UE degli OGM e della carne agli ormoni di provenienza canadese.

Ad esempio, il Canada considera gli OGM equivalenti ai loro omologhi convenzionali: di conseguenza potrà sostenere che un suo prodotto OGM offre ai consumatori UE una sicurezza equivalente rispetto all'omologo prodotto convenzionale già accettato dalla normativa UE.

C'é anche un'altra importante pagina bianca nel CETA. L'articolo 5.8.1 stabilisce che Canada e UE, congiuntamente o separatamente, possono effettuare verifiche e controlli sulle autorità statali (e sulla Commissione Europea nel caso dell'UE) competenti a stabilire quali alimenti canadesi possono entrare nell'UE (e viceversa), e più in generali competenti a far sì che venga attuata la parte del CETA relativa alle misure sanitarie e fitosanitarie. Lo scopo di verifiche e controlli, dice il testo, é mantenere la fiducia nell'attuazione del trattato.

La definizione di principi e linee guida per condurre verifiche e controlli é demandata all'allegato 5-H. Il quale contiene un'unica riga: "Da concordare più tardi".


Il cavallo di Troia. Le misure sanitarie e fitosanitarie

IL CETA riconosce e incorpora (articolo 5.4) le norme sanitarie e fitosanitarie dell'OCM, l'Organizzazione Mondiale del Commercio conosciuta anche con l'acronimo inglese WTO. In passato queste norme sono state usate anche dal Canada per attaccare vittoriosamente, in sede internazionale, le norme UE contro OGM e carne agli ormoni.

In base alle norme sanitarie e fitosanitarie OMC, USA, Canada ed altri Paesi si sono opposti nel 1997 al divieto di importazione di carne trattata con ormoni istituito dall'UE per salvaguardare la salute umana. L'OMC ha stabilito che l'UE non é stata in grado di fornire la prova decisiva della pericolosità della carne agli ormoni per la salute umana.

USA, Canada ed UE hanno poi trovato un accordo che evita l'importazione nell'UE di carne agli ormoni in cambio di un aumento della quantità di carne bovina "di alta qualità" (cioè senza ormoni) che USA e Canada possono esportare nell'UE.

Nel 2003 gli USA ed altri Paesi, fra cui il Canada, hanno impugnato di fronte all'OMC la moratoria di fatto all'importazione di OGM vigente in Europa dal 199829). L'OMC ha stabilito nel 2006 che la moratoria europea non era conforme alle misure sanitarie e fitosanitarie della stessa OMC. Nel frattempo, la Commissione Europea ha preso ad autorizzare l'importazione di OGM.

Ovvio il timore che l'inserimento nel CETA delle norme sanitarie e fitosanitarie dell'OMC possa indurre la possibilità, per il Canada, di esportare nell'UE alimenti compatibili con le regole OMC ma non con le norme UE.


Prodotti alimentari a denominazione d'origine

Le denominazioni geografiche d'origine dei prodotti sono completamente sconosciute nell'America del Nord: in Canada come negli USA. Sono diffusissimi i prodotti made in Canada che riproducono, ricalcano o richiamano denominazioni europee ed italiane: ad esempio, formaggi come parmesan, pecorino, feta prodotti in Canada con latte 100% canadese.

L'UE invece riconosce migliaia di prodotti agroalimentari DOP (Denominazione d'Origine Protetta), IGP (Indicazione Geografica Protetta), STG (Specialità Tradizionale Garantita). I soli DOP, i più prestigiosi, sono circa 1500. L'Italia conta circa 280 prodotti riconosciuti dall'UE.

Il CETA fornisce salvaguardie sul mercato canadese a 173 prodotti UE ad indicazione geografica protetta (allegato 20-A): formaggi, carni lavorate, birre ma anche varietà di olio di oliva e alcuni tipi di frutta e verdura.

A cinque dei 173 prodotti viene accordata una protezione solo parziale: i canadesi che già lo fanno possono continuare a produrre i formaggi feta, fontina, gorgonzola, asiago e munster; i canadesi che vorranno cominciare a produrli in futuro dovranno accompagnare questi nomi ad un vocabolo come "tipo", "stile" e simili. Inoltre continua ad essere permessa la produzione e la vendita del formaggio parmesan canadese.

Nulla nel CETA vieta ai canadesi di continuare ad usare uno solo dei vocaboli contenuti nelle denominazioni d'origine protette formati da più vocaboli. Nulla vieta ai canadesi di usare la traduzione inglese o francese delle denominazioni d'origine protette.

Significa che i canadesi possono tranquillamente scrivere sulle confezioni dei loro prodotti - ad esempio - "mortadella" oppure "bologna" o ancora "parma jam" anche se le diciture "mortadella di Bologna" e "prosciutto di Parma" figurano nell'elenco dei prodotti italiani protetti34).


I prodotti italiani riconosciuti dal CETA

I prodotti italiani (compresi quelli altoadesini con denominazione tedesca) ad indicazione geografica protetta cui il CETA fornisce salvaguardie sono:

aceto tradizionale balsamico di Modena
aceto di Modena
cotechino di Modena
zampone di Modena
bresaola della Valtellina
mortadella di Bologna
prosciutto di Parma
prosciutto di San Daniele
prosciutto Toscano
prosciutto di Modena
provolone Valpadana
taleggio
asiago
fontina
gorgonzola
grana padano
mozzarella di bufala Campania
parmigiano reggiano
pecorino romano
pecorino sardo
pecorino toscano
arancia rossa di Sicilia
kiwi Latina
lenticchia di Castelluccio di Norcia
mela Alto Adige-Sudtirol Apfel
pesca e nettarina di Romagna
pomodoro di Pachino
radicchio rosso di Treviso
ricciarelli di Siena
riso nano vialone veronese
speck Alto Adige
Sudtiroler Markenspeck
Sudtiroler Speck
Veneto Valpolicella (olio d'oliva)
Veneto Euganei e Berici (olio d'oliva, ndr)
Veneto del Grappa (olio d'oliva, ndr)
culatello di Zibello
Garda (olio d'oliva, ndr)
lardo di Colonnata

(continua...)


Testo estratto dal wiki CETA di Dario Tamburrano e Tiziana Beghin.

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