Con la Manovra del popolo anche l'Europa cambia

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Con la manovra del popolo si chiude la lunga era dell'austerity che ha portato solo stagnazione e disoccupazione. Con la manovra del popolo è anche l'Europa che cambia. Finalmente c'è un governo che mette la giustizia sociale al centro delle proprie politiche e che scommette con coraggio sul rilancio dell'economia. Lo avevamo detto e lo abbiamo fatto: l'austerity e qualche decimale di deficit non possono essere scuse per non occuparsi delle persone in difficoltà.

Non abbiamo mai avuto l'intenzione di distruggere i conti pubblici o di andare allo scontro coi mercati, l'esatto opposto. Gli investimenti e le politiche economiche espansive sono quello che oggi servono a rilanciare un Paese come l'Italia e l'Europa tutta. Al contempo, sappiamo bene che dobbiamo tagliare tutta la spesa improduttiva che negli anni ha fatto accumulare un debito eccessivo: su questo saremo inflessibili, la nostra storia parla per noi.

Finora i cittadini hanno sempre vissuto le manovre economiche varate dai loro governi con paura e ansia, adesso con noi la manovra è sinonimo di speranza e riscatto. In particolare, siamo orgogliosi delle misure di contrasto alla povertà come il reddito e la pensione di cittadinanza, del superamento della legge Fornero che aprirà ai giovani nuove opportunità di lavoro, del taglio delle tasse e del Fondo per risarcire i truffati delle banche.

Nei prossimi mesi lavoreremo al Parlamento europeo per affermare questa nuova idea di Europa, una comunità dove gli ultimi vengono messi al primo posto e dove i privilegi e gli interessi dei potenti vengono cancellati. Le prossime elezioni europee saranno uno spartiacque e un'occasione di rilancio dell'Europa stessa: chi l'ha condotta in un vicolo cieco, allontanandola dalle priorità che dovrebbero esserle proprie, verrà accompagnato alla porta dal voto dei cittadini.

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