antiriciclaggio_m5s_direttiva.png


di Ignazio Corrao, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa

"La direttiva antiriciclaggio è il risultato di un lungo lavoro, durato più di un anno, su una Direttiva oggettivamente importante che mi sta particolarmente a cuore, poiché volta a contrastare un crimine odioso, la cui pericolosità sociale è spesso sottovalutata: il riciclaggio di denaro.

Il riciclaggio di denaro è un problema globale che per essere affrontato efficacemente richiede una risposta forte da parte del legislatore. Il denaro è l'elemento che permette alle organizzazioni criminali di funzionare e continuare i propri sporchi affari. Per questo è fondamentale elaborare regole che colpiscano quella che è la loro risorsa più preziosa. La fonte di finanziamento che alimenta le loro attività criminali.

Il riciclaggio ha anche un ulteriore odioso effetto indiretto: i proventi delle attività illecite vengono immessi nell'economia legale, attraverso imprese di copertura. In tal modo il mercato è drogato con grave danno per le imprese che rispettano le regole e che vengono distrutte da questa concorrenza illecita e sleale.

Le organizzazioni criminali operano alla stregua di grandi multinazionali, diversificando le proprie attività per massimizzare i profitti e sono bravissime nel trarre profitto delle lacune legislative e garantirsi l'impunità. Per esempio, i proventi del traffico di droga in Italia possono essere reinvestiti comprando ristoranti in Olanda, o in Germania, i quali resteranno sul mercato sorretti da tali finanziamenti di illecita origine, a prescindere dal loro reale volume di affari.

Per tale ragione abbiamo a lungo lavorato ad un testo che permetterà alle autorità di contrasto di tutta Europa di investigare e perseguire questo reato ovunque si realizzi.
Per fare questo, abbiamo assicurato l'allineamento della legislazione europea con gli standard internazionali in materia e siamo andati oltre la convenzione di Varsavia sul riciclaggio.

Abbiamo lavorato assiduamente per concludere nel più breve tempo possibile l'iter istituzionale che porterà domani all'adozione di questa direttiva. Ringrazio tutti i colleghi, la Commissione e la Presidenza bulgara del Consiglio per l'ottima collaborazione durante tutto il corso dei negoziati interistituzionali che ci ha permesso di licenziare un testo davvero completo e che segna un passo importante nella lotta contro la criminalità organizzata a livello europeo, offrendo alle autorità giudiziarie e di contrasto strumenti efficaci e incisivi.

Fin dall'inizio dei nostri lavori abbiamo puntato ad ottenere un testo legislativo che fosse efficace, chiaro ed esaustivo e che chiudesse una volta per tutte, le maglie delle legislazioni degli Stati membri sfruttate dai criminali per sfuggire alla giustizia senza dimenticare il rispetto dei diritti fondamentali. La direttiva infatti prevede una definizione comune e un allineamento delle pene relative al crimine di riciclaggio.

Siamo partiti dall'ottima proposta della Commissione e insieme agli altri relatori ombra abbiamo condotto un ampio lavoro preparatorio e di consultazione che ha coinvolto i massimi esperti in materia, i cui preziosi contributi abbiamo poi tradotto in emendamenti alla proposta della Commissione.

Vorrei adesso soffermarmi brevemente sui principali risultati che abbiamo ottenuto con questa direttiva.

Grazie al nostro lavoro, abbiamo rimosso il principale potenziale ostacolo alle indagini e abbiamo assicurato la punibilità del riciclaggio. Infatti, abbiamo eliminato il requisito della doppia incriminabilità della condotta criminosa da cui provengono i proventi di reati particolarmente gravi quali il traffico di esseri umani, il terrorismo o la corruzione. Questo significa che gli inquirenti di un paese membro, potranno procedere nei confronti di chi ricicla denaro, senza doversi preoccupare del fatto che tale condotta costituisca o no reato per l'ordinamento di altri paesi eventualmente coinvolti.

Per quanto riguarda le pene, abbiamo ritenuto fondamentale non limitarci a pene detentive ma abbiamo puntato su sanzioni accessorie che riteniamo particolarmente efficaci e dissuasive. Gli Stati membri dovranno obbligatoriamente prevedere sanzioni quali il divieto permanente di contrarre con la pubblica amministrazione, di accedere a finanziamenti pubblici, l'interdizione dall'esercizio di un'attività commerciale o il divieto di candidarsi a cariche elettive o pubbliche.

Chi si macchia di crimini tanto gravi e pericolosi deve stare lontano dalla pubblica amministrazione. Questo è anche il nostro impegno in Italia come stiamo già dimostrando con il decreto spazza corrotti.

La direttiva prevede anche norme in tema di confisca dei proventi di questo reato. Su questo punto avremmo voluto vedere uno sforzo maggiore da parte delle altre Istituzioni per accogliere le richieste del Parlamento. Il mio rapporto, licenziato dalla commissione Libertà Civili, Giustizia e Affari Interni, prevedeva invero norme ben più stringenti e innovative che, purtroppo, hanno trovato la ferma opposizione delle altre Istituzioni coinvolte nei negoziati. Mi auguro che la Commissione tenga fede agli impegni presi nel corso dei triloghi e presenti in tempi brevi una revisione della direttiva esistente relativa al congelamento e alla confisca dei beni strumentali e dei proventi di reati al fine di prevedere il sequestro anche per una condanna non definitiva, in caso di prescrizione o morte del reo.

Infine, questa direttiva include anche norme in materia di cooperazione tra autorità giudiziarie e di contrasto che come abbiamo sempre detto, è un prerequisito indispensabile per assicurare la concreta efficacia delle norme. In primo luogo abbiamo inteso rafforzare significativamente lo scambio di informazioni e l'obbligo di cooperare tra le autorità degli stati membri. Dall'altro, dato il carattere globale del crimine organizzato esprimendo una sensibilità propria del mio essere membro della commissione sviluppo, abbiamo inteso inserire norme specifiche per incentivare in futuro una sempre più efficace collaborazione anche con paesi terzi rispetto all'Unione europea inclusi i paesi in via di sviluppo".

Guarda anche ...


Titolo