monsanto_dwayne johnson.png



Dewayne Johnson lavora come giardiniere presso alcune scuole nella zona di San Francisco.
Dewayne Johnson ha utilizzato l'erbicida della Monsanto durante le sue ore di lavoro.
A Dewayne Johnson è stato diagnosticato il linfoma non-Hodgkin. Nessuno lo aveva avvertito che il diserbante Roundup poteva essere cancerogeno. E così è stato!
Dewayne Johnson ha citato la Monsanto per danni e un tribunale della California ha condannato la multinazionale a pagare 289 milioni di dollari.
Dewayne Johnson ha giurato a se stesso: nessuno deve soffrire come sto soffrendo io.
Dewayne Johnson merita il Premio Sakharov 2018 perché, da solo e contro tutti, ha sostenuto i principi democratici su cui la nostra società si fonda.
Dewayne Johnson ha difeso in modo eccezionale la lotta per i diritti umani in tutto il mondo. Sosteniamolo!

-----------------------------------------------------------------------
Ecco gli interventi di sostegno alla candidatura di Dewayne Johnson a Premio Sakharov 2018. di Fabio Massimo Castaldo e Ignazio Corrao durante la riunione congiunta delle Commissioni Affari Esteri, Sviluppo e Diritti umani.


di Fabio Massimo Castaldo, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa

"Combatterò fino al mio ultimo respiro". È il grido di battaglia di DeWayne Johnson, il giardiniere-eroe di una scuola del distretto della Benicia, a nord di San Francisco, che per primo ha portato sul banco degli imputati la Monsanto e il suo pesticida a base di glifosato, il Roundup. Un diserbante letale non solo contro i batteri ma anche per la salute umana. Quella che ha perso Johnson e che rischiano ora di perdere i bambini della scuola dove il prodotto è stato utilizzato inconsapevolmente dal giardiniere.

VIDEO. Guarda il video di Fabio Massimo Castaldo

L'uomo al quale piaceva scrivere e fare musica, padre di tre bambini, oggi ha infatti i giorni contati. Quelle strane macchie che aveva cominciato a vedere sulle sue mani in seguito al contatto con il diserbante erano il segno evidente di qualcosa di molto più grave: un cancro delle cellule del sangue, il linfoma di non-Hodgkin. Un rischio su cui nessuno lo aveva avvisato. Inutili le telefonate al numero verde della Monsanto per chiedere informazioni. "La richiameremo", rispondevano. Ma la promessa non è stata mai mantenuta.

Poi un giorno, il suo datore di lavoro gli ha aperto gli occhi e gli ha detto "generalmente passano due anni per prendersi un cancro con quei prodotti". Questo lo ha spinto finalmente alla denuncia e da allora è iniziata la sua battaglia per la giustizia e per la vita.

Una battaglia che Johnson ha sempre condotto con il sorriso anche quando tutto sembrava perduto: alcune email interne dell'azienda hanno mostrato che il gigante agrochimico non ha esitato a insabbiare gli studi scientifici sfavorevoli e ha addirittura promosso dei paper a favore del diserbante. Una tattica che sembra emulare un po' quelle utilizzate negli anni 40 dalla Big Tobacco per negare gli effetti negativi delle sigarette e che ha reso il processo ancora più complesso.

Di fronte a queste tattiche meschine e subdole, a servizio di interessi economici di portata miliardaria, Johnson non si è arreso. Non si è abbattuto, nonostante la chemioterapia gli abbia tolto le forze per reggersi in piedi e sua moglie sia costretta a dividersi in due lavori e a fare turni di 14 ore al giorno per provvedere alla sua famiglia e pagare le cure mediche.

Quest'uomo non ha avuto paura di andare incontro a sacrifici, dolore e sofferenza. Ha mostrato un coraggio eccezionale che è stato infine premiato dalla magistratura: Monsanto è stata condannata a pagare un risarcimento di 289 miliardi di dollari. Una decisione storica che potrà servire da apripista per migliaia di persone, vittime silenziose di multinazionali che mettono il profitto davanti alla vita umana, privata di qualsiasi valore. Queste vittime oggi non sono più inesistenti, hanno finalmente una voce. Una voce coraggiosa che merita di essere il nostro Sakharov 2018: quella di DeWayne Johnson.


di Ignazio Corrao, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa

"Dewayne Johnson non è solo un comune giardiniere americano padre di tre figli, ma anche una delle centinaia di malati di cancro che hanno fatto causa alla Monsanto, multinazionale agrochimica famosa per anteporre il profitto all´etica e alla salute.

Johnson, che si trova adesso in punto di morte avendo sviluppato un grave linfoma, sta pagando con la vita l´utilizzo nel suo lavoro di grandi quantità di Roundup della Monsanto e altri diserbanti contenenti glifosato.

VIDEO.
Ascolta l'intervento al Parlamento europeo di Ignazio Corrao

Quest´uomo è stato il primo a portare a processo il colosso agrochimico per le accuse secondo le quali questa sostanza chimica provoca il cancro.
Il verdetto finale, che ha condannato la Monsanto al risarcimento di 289 milioni di dollari a Johnson, sta potenzialmente creando un precedente per altri casi analoghi contro l'azienda, i quali sono migliaia. La giuria ha infatti rilevato che la Monsanto ha agito "con malizia o oppressione", passando decenni a convincere consumatori, agricoltori e politici a ignorare le prove scientifiche che collegano i suoi erbicidi a base di glifosato al cancro. Questa è la Monsanto!

La sola ipotesi di anteporre la salute e la sicurezza dei consumatori a scapito dei profitti è qualcosa che probabilmente ha fatto ridere per decenni i vertici della multinazionale, ma una cosa è certa: oggi per la prima volta, grazie a Dewayne Johnson, nella Monsanto non ride più nessuno. Perché proporre questo caso quindi? Perché proprio quest'uomo?

L'idea principale che sta alla base di questa nomina non è solo quella di premiare questa lotta vinta da un Davide in punto di morte contro un Golia perpetuamente impunito, ma anche quella, ben più grande, di sostenere la lotta degli individui e delle ONG contro gli abusi delle multinazionali.

Mentre questo e migliaia di altri casi vanno avanti, una cosa è certa: non si tratta solo di un uomo che muore di cancro. Gli erbicidi a base di glifosato, infatti, sono così ampiamente utilizzati in tutto il mondo, circa 826 milioni di kg all'anno, che i residui si trovano comunemente nel cibo, nell´acqua e nei campioni di terra e aria. Gli scienziati statunitensi hanno registrato residui di erbicidi persino nelle precipitazioni. L'esposizione è onnipresente, praticamente inevitabile.

Il riconoscimento del rischio e l'attribuzione di responsabilità sono elementi essenziali per la protezione di migliaia, forse milioni di persone, e premiare quest´uomo comporterebbe un effetto che va enormemente aldilà di un singolo caso. Questo premio, infatti, infonderebbe coraggio e fiducia in tutte le persone vittime di gravissimi abusi delle multinazionali, innescando potenzialmente un trend di denuncia che darebbe più speranza e più giustizia a migliaia di persone.

Guarda anche ...


Titolo