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Intervista rilasciata da Tiziana Beghin a Hans Von der Burchard di POLITICO


Il leader del MoVimento 5 Stelle e Vicepresidente del Consiglio dei ministri della Repubblica Italiana ha preannunciato che il Parlamento italiano respingerà il CETA, nonostante la Commissione Europea riporti che l'economica italiana sta già traendo benefici dall'accordo.
 
Abbiamo molti problemi con il CETA. Prima di tutto, non è completamente vero che le esportazioni sono aumentate grazie al CETA. L'anno prima che l'accordo fosse siglato le esportazioni erano già in crescita del 14%, mentre l´anno successivo all´entrata in vigore del trattato sono aumentate del 9%. Quindi, a ben vedere, la loro crescita è calata. Inoltre, nei primi mesi del CETA, gli operatori italiani non hanno beneficiato delle preferenze tariffarie, e i nostri vini e i nostri formaggi si sono scontrati con la legislazione locale canadese. Ad oggi. l'implementazione del CETA è a dir poco problematica. In secondo luogo, il Sistema della Corte degli Investimenti è assolutamente inaccettabile. Non ritengo che tra due Paesi che hanno regimi giuridici funzionanti ci sia alcun bisogno di introdurre un ulteriore sistema giuridico in cui il settore privato ha numerosi diritti speciali che prevalgono su quelli dello Stato. Siamo molto sensibili a questa questione. Inoltre, il CETA prevede la cooperazione regolatoria, dove i tecnocrati, senza una supervisione reale, si riuniscono per definire gli standard inerenti agli allegati dell'accordo: la mancanza di un dialogo trasparente è allarmante.
 
La Commissione afferma che le autorità di controllo non possono aggiungere leggi senza un controllo democratico e ha avvertito che, respingendo l'accordo commerciale, l'Italia perderebbe tutte le sue indicazioni geografiche per le vendite di prodotti gourmet in Canada, per le quali l'UE ha lottato duramente.
 
Per quanto riguarda la cooperazione regolatoria, pensiamo che sia molto pericolosa. In passato abbiamo avuto numerosi esempi di de-regolarizzazione e privatizzazione in Italia, e la conseguenza è stata che il settore privato, senza un controllo democratico, ha fatto un vero disastro. Un esempio è il crollo del ponte di Genova. Circa le indicazioni geografiche, i produttori canadesi sono ancora autorizzati a usare nomi dal "suono italiano": quando al supermercato si può trovare sia "Mozzarella italiana" che formaggio "simil-Mozzarella", chi non conosce il prodotto viene ingannato e non coglie la differenza.
 
Dunque il MoVimento è determinato a continuare la battaglia per respingere il CETA: lei non è preoccupata che questo potrebbe mettere in dubbio tutta la politica commerciale dell´UE?
 
Speriamo di avere presto un voto parlamentare per respingere il CETA. E non ritengo che questa azione metterà in dubbio la nostra politica commerciale. Al contrario, potrebbe essere d'aiuto dando un migliore orientamento ai negoziati ancora in corso. Non siamo contrari ai trattati in sé, questo è certo: il governo italiano l´ha già dimostrato approvando il trattato con il Giappone. Nel caso di altri trattati che sono ora in fase di negoziazione, come ad esempio quelli con il Mercosur, con l'Australia e con la Nuova Zelanda, pensiamo che, dimostrando una posizione forte col CETA, potremmo ottenere più concessioni che corrispondano alle nostre richieste e alle nostre preoccupazioni.
 
Che cosa accadrebbe se il CETA fosse respinto dal Parlamento italiano?

A mio parere, il CETA dovrebbe essere rivisto. Se viene respinto, bisognerà iniziare nuovi negoziati. Ritengo che sarà molto difficile, ma da un punto di vista politico, tutto è possibile.

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