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di Marco Zullo e Ignazio Corrao, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa


"Indicazione geografica e stop alle aste a doppio ribasso. Il pacchetto sulle pratiche commerciali sleali, approvato dalla Commissione Agricoltura del Parlamento europeo, contiene due importanti successi del gruppo Efdd - Movimento 5 Stelle. I nostri emendamenti sono stati approvati e abbiamo, così, contribuito a definire le regole comuni che serviranno in tutta Europa per fermare i soprusi delle multinazionali e della grande distribuzione.

Al Parlamento europeo stiamo lottando per una equa ripartizione del valore all'interno della filiera agroalimentare. Alla base di un settore agroalimentare di qualità e che possa avvicinare i giovani ci deve essere un mercato che garantisca il reddito a chi coltiva e che sappia riconoscere la giusta remunerazione. L'agricoltura oggi e più che mai è una opportunità economica con ricadute sociali importanti.

In particolare, siamo molto soddisfatti del voto sull'asta a doppio ribasso che è una pratica sleale commerciale messa in atto contro i produttori agricoli. Con lo stop alle aste online a doppio ribasso combattiamo anche lo sfruttamento dei lavoratori e dei braccianti, si creano le condizioni per ridare dignità agli agricoltori e per ridare ai nostri prodotti agricoli e agroalimentari il giusto valore. Questa è una battaglia dedicata a tutte le vittime del caporalato in Italia e agli agricoltori a cui è stata tolta la dignità. La direttiva lascia mano libera agli Stati membri di prevedere sanzioni e regole più rigide. E noi nella lotta al caporalato non faremo sconti a nessuno.  

I produttori agricoli sono particolarmente vulnerabili a queste pratiche perché non hanno potere contrattuale che corrisponda a quello dei soggetti che acquistano i loro prodotti. Le pratiche commerciali sleali possono esercitare pressione sui profitti e i margini degli operatori, portando non solo a una distribuzione inefficiente delle risorse e persino all'uscita dal mercato di operatori altrimenti sani e competitivi.

Nella proposta i criteri per individuare le pratiche sleali sono divisi in 2 gruppi. Un primo gruppo di criteri (lista nera) individua le pratiche completamente proibite. Nella seconda lista (lista grigia) ci sono quelle che sono ammesse solo se c'è accordo specifico e consapevole tra le parti, quindi devono essere precisate nel contratto. Ecco alcune delle pratiche sleali individuate dal Parlamento europeo.

PRATICHE SLEALI, LISTA NERA
-deadline per i pagamenti ( 30 giorni prodotti deperibili - 60 giorni non deperibili)
-acquirente che cancella unilateralmente l'ordine/contrato di prodotti alimentari deperibili al ultimo (senza compensazione piena del danno)
-l'acquirente impone cambiamenti al contrato/ordine e le sue modalità.
-l'acquirente chieda al fornitore di pagare per gli sprechi
-L'acquirente si rifiuta di fare un contrato scritto se chiesto dal fornitore.
-l'acquirente diffonde o fa uso distorto delle informazioni confidenziali relative al accordo

PRATICHE SLEALI, LISTA GRIGIA
-vendita sottoprezzo per un meccanismo di marketing e la spesa è sopportata solo dal fornitore
- l'acquirente restituisce al fornitore prodotti alimentari rimasti invenduti
- l'acquirente impone un pagamento al fornitore come condizione per l'immagazzinamento, l'esposizione o l'inserimento in listino dei prodotti alimentari di quest'ultimo
- il fornitore paga i costi di promozione dei prodotti alimentari venduti dall'acquirente. Prima di una promozione e se tale promozione è avviata dall'acquirente, quest'ultimo ne specifica il periodo e indica la quantità prevista dei prodotti alimentari da ordinare.
- il fornitore paga all'acquirente i costi di commercializzazione dei prodotti alimentari.

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