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articolo pubblicato su Europa today


"L'aumento del deficit previsto dalla legge di stabilità italiana per il 2019 "non è un problema" e si deve "lasciare gli italiani fare debito" a condizione che la maggiore spesa pubblica miri a rilanciare la crescita. A dirlo non è un sostenitore del governo gialloverde ma Marcel Fratzscher, direttore dell'Istituto tedesco per la ricerca economica (Diw), uno dei più autorevoli think tank di Germania.

In un fondo pubblicato sul quotidiano "Die Welt", l'economista tedesco usa parole che, in qualche modo, sono state ribadite in questi giorni soprattutto dagli esponenti del Movimento 5 stelle. E che fanno il pari con un atteggiamento da parte del governo tedesco, che è apparso molto più cauto sulla riforma rispetto a Paesi come Olanda e Francia. O anche rispetto alla Commissione europea.

Per Fratzscher, i problemi dell'Italia in materia di debito e nel settore bancario sono "meno minacciosi di quanto molti pensino". In particolare, la preoccupazione per una crisi del debito è "relativamente bassa". A tal riguardo, Fratzscher spiega che "a causa dei bassi tassi di interesse da oltre dieci anni, lo Stato italiano è stato in grado di estendere in modo significativo la durata dei suoi debiti e di finanziarli a lungo a basso costo".

L'aumento dei tassi d'interesse sui titoli di Stato italiani negli ultimi mesi, il cosiddetto spread, afferma il direttore del Diw, è "in realtà il risultato di una perdita di fiducia nel governo italiano, ma non minaccia la solvibilità dello Stato per il prossimo futuro". In maniera simile, il settore bancario italiano non è in condizioni effettivamente critiche, poiché "ha recuperato significativamente negli ultimi anni, anche se il processo di ripresa è ancora lontano dall'essere concluso".

Per Fratzscher, "il vero problema dell'Italia oggi è la sua depressione economica, con l'alto tasso di disoccupazione e il massiccio crollo dell'andamento dell'economia negli ultimi 20 anni". Per questo, Ue e Germania dovrebbero "ammettere che crescita e occupazione devono essere la priorità assoluta per il governo italiano". A tale scopo, sostiene Fratzscher, "una maggiore spesa pubblica e più deficit possono essere utili, se realmente concentrati su questi obiettivi e non solo sul clientelismo politico".

Ecco perché l'economista tedesco si augura un "compromesso tra l'Ue e l'Italia" sull'aumento del debito. Purché questo aumento porti a crescita e occupazione. Per ralo, Fratzscher suggerisce tre direzioni. In primo luogo, "un aiuto alle famiglie a basso reddito, che puo' generare più domanda e crescita". E qui sembra far riferimento al reddito di cittadinanza. In secondo luogo, "incentivi concreti e alleggerimento della pressione fiscale sulle imprese per creare investimenti e quindi l'occupazione". Infine, "riforme strutturali concrete e un miglioramento delle istituzioni statali, in modo che il contesto economico torni a essere più attraente e l'Italia possa riutilizzare la sua grande forza, la sua classe media innovativa, non diversamente dalla Germania".

Il problema di una "concessione" all'Italia sarebbe quello di "una perdita di fiducia nelle regole e nelle istituzioni europee". Ma per Fratzscher c'è un rischio più grande: "non vi è da stupirsi", argomenta, se in una tale situazione gli italiani si sono affidati a partiti populisti come Lega e Movimento 5 Stelle, portandoli al governo. In particolare, il leader della Lega, il vicepresidente del Consiglio e ministro dell'Interno Matteo Salvini, "flirta" con il recesso dell'Italia dall'Ue e dall'euro, il cui semplice annuncio potrebbe avere "conseguenze fatali" per l'economia e le banche del Paese. Uscita dall'Ue, l'Italia non potrebbe ottenere alcun sostegno dalla Banca centrale europea (Bce) e, avverte Fratzscher, una crisi nel Paese provocherebbe gravi sviluppi politici ed economici nell'Ue e in Germania.

Ecco perché, conclude l'economista, occorre che Bruxelles cambi "i precedenti accordi europei". Un cambiamento che "è perfettamente compatibile con le regole europee, in quanto l'Italia si trova ancora in una situazione eccezionale di cui si dovrebbe tenere conto". L'Eurozona "ha bisogno di nuove e migliori regole di bilancio". La normativa vigente è, infatti, "troppo generosa nelle congiunture positive e troppo restrittiva in quelle difficili, come ora in Italia".

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