Il futuro dell'Europa è senza austerity

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intervento di Rosa D'Amato durante il dibattito sul futuro dell'Unione alla presenza del presidente della Romania Klaus Iohannis.


"Presidente Iohannis,

quando penso alla Romania penso ai tanti rumeni che vivono in Italia, ai tanti che conosco o che ho incontrato nella mia Taranto. Nei loro racconti c'è l'immagine di un grande Paese, ricco di bellezza e tradizioni. Ma anche di un Paese che deve fare i conti con annosi problemi, a partire da quello delle corruzione. Lo abbiamo visto questa estate, con le proteste che hanno invaso le strade di Bucarest.

Non si allarmi Presidente, qui nessuno vuole fare il maestrino. Sappiamo tutti come la corruzione sia un fenomeno che riguarda tutta l'Europa, nessun Paese escluso. Si stima che il suo costo per l'intera Unione europea sia di 120 miliardi l'anno, forse anche di più. Ma a prescindere dai numeri, quello che è evidente a tutti è come la corruzione distrugga l'economia e la giustizia sociale, colpendo i cittadini e le imprese che operano onestamente. I rumeni che conoscono vorrebbero poter tornare nel loro Paese, ma la corruzione è un freno ai loro sogni.

VIDEO. Ecco l'intervento di Rosa D'Amato durante la plenaria di Strasburgo




Li capisco bene, perché vede, Presidente, anche io vengo da una terra di emigrazione. E di corruzione. Per decenni, mi sono sentita dire che contro tutto questo c'è poco da fare, che bisogna accettarlo, con fatalismo. Ma non è cosi': la politica, quella buona, può e deve combattere la corruzione. Come? Con le leggi, come quella che abbiamo appena approvato in Italia: aumentando le pene per corrotti e corruttori, proteggendo chi denuncia. E introducendo un principio chiaro: chi è condannato per corruzione non può avere nulla a che fare con la pubblica amministrazione, men che meno ricevere fondi pubblici.

Si tratta di misure e principi che sarebbe bene applicare a livello europeo. Come le misure sui whistleblower, per esempio, che il Parlamento ha sollecitato un anno fa, ma che ancora sono rimaste lettera morta. E a proposito di lettere morte, lo dico qui, dato che il tema è il futuro dell'Europa: sarebbe bene che l'Unione europea cominciasse a pensare a come garantire un futuro ai suoi cittadini, invece di arroccarsi sulla difesa di regole che si sono dimostrate fallimentari. Mi riferisco, per esempio, a quanto sta avvenendo in queste ore con gli attacchi scomposti alla manovra economica proposta dal governo italiano.

Abbiamo assistito a Commissari europei che hanno bocciato il testo prima di leggerlo, invocando punizioni atroci da parte dei mercati. C'è stato persino un commissario che, appena dopo le elezioni, aveva già preannunciato che l'alta finanza avrebbe fatto cambiare idea agli italiani su chi votare.

La verità è che l'austerity e le regole europee fondate su di esse hanno fallito. Ci è stato detto che per ridurre il debito pubblico bisognava tagliare la spesa sociale e gli investimenti. In Italia lo abbiamo fatto, ma il debito pubblico è rimasto pressoché invariato. Ci è stato detto che con i conti in ordine sarebbero ripartite la crescita e l'occupazione, ma la realtà è che l'economia italiana è stagnante da anni, che le famiglie stanno corrodendo i loro risparmi, che le imprese falliscono. E che i giovani emigrano sempre più.

Ecco perché il governo di cui fa parte il mio Movimento, il Movimento 5 stelle, ha detto basta a tutto questo. E non lo diciamo solo noi. Anche l'Istituto tedesco per la ricerca economica (Diw) conferma la bontà della manovra del governo italiano. In un articolo di pochi giorni fa, il direttore dell'istituto ha ricordato come il problema dell'Italia non è certo il deficit di quest'anno, ma la sua depressione economica". E che l'Unione europea dovrebbe "ammettere che crescita e occupazione devono essere la priorità assoluta per il governo italiano". Che "una maggiore spesa pubblica e più deficit possono essere utili, se realmente concentrati su questi obiettivi".

E a chi sostiene che, cosi' facendo, si violano le norme Ue, vorrei ricordare che un cambiamento dei parametri è perfettamente compatibile con le regole europee, in quanto l'Italia si trova ancora in una situazione eccezionale di cui si dovrebbe tenere conto. Perché è una situazione eccezionale quella in cui il mio Paese si trova.
In Italia, lo dice l'Eurostat, ci sono 17,4 milioni di persone a rischio povertà ed esclusione sociale. Secondo la Caritas, i poveri assoluti sono 5 milioni. Ditemi voi: questa è o non è una situazione eccezionale? E' o non è una situazione in cui serve, come dicono gli economisti, uno sostegno forte ai ceti più poveri per la stabilità sociale e rilanciare i consumi?

E' quello che abbiamo fatto con il reddito di cittadinanza, una misura che ricordo questo Parlamento ha sostenuto un anno fa, quando voto' a grande maggioranza una risoluzione del Movimento 5 stelle su tale tema.

Ecco perché l'Unione europea non può arroccarsi nelle sue posizioni fuori dal mondo reale, lontano dai bisogni reali dei cittadini. Se continuerà a seguire la strada fallimentare dell'austerity, il rischio non è tanto l'avanzare di forze politiche alternative al potere consolidato. Forze che voi chiamate populiste solo perché non capite la differenza tra ciò che chiede l'alta finanza e ciò che chiede la gente comune. Il vero e più grave rischio è che l'intero progetto europeo crolli.

Cari presidenti, cari colleghi, vedete, il cambiamento è possibile. Non è certo alzando muri che lo si può realizzare. Caro presidente Iohannis, a gennaio la Romania assumerà la presidenza dell'Unione europea. Mi auguro che il suo Paese, che mira a entrare nell'Euro, possa cogliere questa occasione per accelerare sulla riforma dell'Eurozona. Perché vede, per come funziona adesso, l'Eurozona rischia di essere una trappola, piuttosto che un'opportunità. Lo hanno capito in tanti in Europa. Anche in Germania. Speriamo lo capiscano anche a Bruxelles, una volta per tutte".

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