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Intervista a Marco Valli pubblicata sul quotidiano belga Le Soir

Qual è la vostra reazione alla decisione della Commissione europea, che non dovrebbe essere stata una sorpresa per voi?
In effetti non è stata una sorpresa. Abbiamo deciso di adottare questo budget per dare un messaggio chiaro di cambiamento nei confronti delle politiche di austerità. I governi precedenti, Monti, Letta, Renzi e Gentiloni, hanno realizzato le ricette della Commissione europea - più austerità, svalutazione salariale, liberalizzazione dei mercato del lavoro - che non hanno migliorato la nostra economia. La nostra ricetta è keynesiana: da un lato facciamo delle riforme strutturali, come la legge contro la corruzione che ci costa tra i 60 e i 100 miliardi l'anno, dall'altra ci impegniamo a ridurre la burocrazia. Noi pensiamo che il solo modo di rendere più dinamica la nostra economica sia fare crescita e per questo serve momentaneamente un po' più di spesa.

Il governo italiano cambierà il suo budget come lo chiede la Commissione?
Non supereremo il deficit del 2,4%.

Ma la Commissione vi chiede di diminuirlo!
Se la crescita è all'altezza le cifre possono essere riviste.

Dunque non vedete un compromesso possibile tra il consolidamento del deficit che avete scelto e ciò che vi chiede la Commissione?
No, non c'è compromesso: vogliamo fare più spesa per rilanciare la crescita.

Siete pronti al confronto, non solo con la Commissione, ma anche con gli altri 18 paesi della zona euro che non vedono di buono occhio i vostri progetti?
Spiegheremo le nostre idee e i nostri progetti di bilancio. In realtà, noi diamo l'opportunità all'UE di condividere una idea di cambiamento delle politiche di austerità. Vogliamo un UE dove si condividano di più i rischi.

Intendete convincere così i Paesi che non vogliono in particolare la condivisione dei rischi finché di altri Stati non li riducono prima loro stessi?
Credo che sia nel loro interesse che i Paesi del Sud vadano meglio.

E la reazione dei mercati?
I mercati sanno bene che i fondamentali dell'Italia sono buoni. Abbiamo da anni un surplus primario e abbiamo fatto più sforzi degli altri. Siamo un contributore netto al bilancio dell'UE e noi siamo stati solidali quando si è trattato di salvare altri Paesi, nello specifico mettendo 15 miliardi di euro nel Meccanismo europeo di stabilità che ha permesso di far uscire dalla crisi i Paesi che erano stati risucchiati durante la crisi finanziaria. Gli altri Stati membri devono uscire dalla logica della loro campagna elettorale e percepire il nostro messaggio positivo.

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