Operazione verità sui vitalizi al Parlamento europeo

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lettera della delegazione italiana del gruppo Efdd alla redazione de Il Fatto quotidiano.


Gentile redazione de Il Fatto quotidiano,

è urgente fare una operazione verità. Sui vitalizi riservati ai parlamentari europei a scivolare sulla buccia di banana (come ironicamente è stato scritto in un articolo pubblicato lo scorso 19 ottobre) sono i cittadini. Sono loro infatti che pagano la pensione privilegiata agli europarlamentari che scatta a 63 anni e ammonta a 1.484,70 euro al mese. Ci sono milioni di cittadini che dopo 40 anni di lavoro hanno una pensione da fame e c'è invece una casta che resiste in Europa. Ricordiamo che dopo due legislature l'assegno raddoppia. Inoltre, i deputati europei non versano i contributi previdenziali come invece fanno tutti i normali cittadini. Chiamatelo come volete, ma cosa è questo se non un vitalizio che scatta a 63 anni?

Grazie al Movimento 5 Stelle l'Italia è diventato il diciannovesimo Paese europeo a cancellare questo privilegio medioevale. Abbiamo chiesto al Parlamento europeo di seguire l'esempio virtuoso di Camera e Senato, ma Antonio Tajani continua a nascondersi dietro una foglia di fico. Chiediamo a lui e a tutti gli europarlamentari di accettare questa sfida di cambiamento richiesta dai cittadini. La nostra proposta è semplice: cambiare al più presto l'articolo 14 dello Statuto dei deputati del Parlamento europeo che disciplina il trattamento pensionistico degli eletti. Nessun politico deve avere più una pensione privilegiata. A tutti i politici deve invece essere riservato lo stesso trattamento pensionistico dei cittadini. L'Unione europea ci ha imposto la legge Fornero, noi imporremo loro l'equità sociale!

Cordiali saluti

la delegazione al Parlamento europeo del Movimento 5 Stelle

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