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intervento di Laura Agea, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, durante il dibattito sul futuro dell'Europa alla presenza del premier danese Lars Lokke Rasmussen.


"Questo è l'ennesimo dibattito sul futuro dell'Europa. Noi apprezziamo questo confronto, davvero. E con altrettanta sincerità dobbiamo dire, dobbiamo dirci tutti che l'Unione europea sta attraversando un momento di estrema difficoltà: una difficoltà che riguarda sia i cittadini europei sia le istituzioni europee, che di certo non godono di ottima salute e di buona reputazione. Dobbiamo chiederci tutti il perché di questa situazione infelice.

VIDEO. Ecco l'intervento di Laura Agea sul futuro dell'Europa

I cittadini sono in enorme difficoltà proprio a causa delle scelte fallimentari che le istituzioni europee hanno compiuto negli ultimi anni. Anni di politiche di austerità hanno causato enormi disastri nel tessuto sociale. Le politiche economiche e fiscali hanno messo in ginocchio i nostri cittadini e le nostre imprese. Politiche sbagliate portano danni e ingiustizie.

Ogni tanto amaramente sorriso quando vedo qualche collega, o qualche professore, interrogarsi sui motivi di disaffezione dei cittadini verso l'unione Europea. Cercano risposte, si fanno domande, commissionano studi per capire il perché ai cittadini questa Europa non piace.

Eppure il motivo è così banale. Per capirlo basterebbe semplicemente parlare con i cittadini, con la gente comune. Molti di voi hanno smesso di farlo e continuano a lavorare, e non solo, anche a vivere, in questi palazzi dorati. E non vi accorgete che state dentro una campana di vetro.

Eppure, vi dicevo, basterebbe parlare con i cittadini. E capireste in un attimo che il motivo per cui questa Europa non piace è l'Europa stessa. Siamo noi, siete voi. I cittadini chiedono un cambiamento. Netto e radicale. Lo vedo nel mio Paese.

Stiamo provando a lasciarci alle spalle anni di politiche disastrose e di invertire la marcia con alcune misure che riteniamo fondamentali. Stiamo introducendo il reddito di cittadinanza, che lei primo ministro conosce bene. In realtà è uno strumento che in tutti i vostri paesi esiste già, con diversi nomi e diverse modalità di funzionamento. Ma con un unico fine: togliere dalla povertà i cittadini e reinserirli nel mercato del lavoro. Eppure in Italia su questo provvedimento si è scatenata una guerra ideologica. Una guerra con un nemico: i poveri.

Stiamo anche cambiando una riforma delle pensioni che riteniamo profondamente ingiusta. Vedete, era una riforma che proprio l'Europa aveva chiesto al mio paese, e che un governo precedente, per la verità non eletto, ha realizzato. Mi vergogno anche a chiamarla "riforma", visto che ha causato disagi sociali e il triste fenomeno degli esodati. Ecco, questa è il tipico esempio d queste di decisioni politiche scellerate che finiscono per prendere a schiaffi i cittadini. E non per niente, quel governo che citavo è stato mandato a casa dal voto popolare, e l'Unione Europa che chiese quella manovra non gode di ottima reputazione.

Abbiamo anche creato un fondo di un miliardo e mezzo per i truffati dalle banche. Vede, quelli che c'erano prima di noi davano i soldi alle banche, noi invece li diamo ai cittadini.

Siamo sicuri che su tutte queste misure troveremo un accordo con la Commissione, perché questi provvedimenti e un diverso atteggiamento verso gli Stati membri sono necessari non solo per l'Italia ma lo sono per la sopravvivenza dell'Europa stessa.

Noi crediamo nell'Europa, e qui vogliamo restare. Ma deve essere l'Europa che i nostri padri fondatori hanno sognato, e non l'Europa delle banche e della finanza. Vogliamo una Unione che sia Unione non solo di nome, ma anche di fatto.

Abbiamo molto apprezzato anche il voto di ieri, nella commissione problemi economici e monetari, sul fiscal compact. Aver detto di no alla sua incorporazione nel diritto dell'Unione è una buona notizia per il futuro dell'Europa. Certo, è un segnale, la Commissione era in sede consultiva, ma è un voto storico che va nella direzione giusta.

Questo è il cambiamento che i cittadini stanno chiedendo. Lo stanno chiedendo all'Italia, ma lo chiedono a tutta l'Europa. Il vento del cambiamento soffierà ben riconoscibile alle prossime elezioni europee, quando i cittadini esprimeranno molto chiaramente quello che pensano delle politiche di austerità di questi anni. E allora sì che sarà un piacere discutere del futuro dell'Europa".

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