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intervento di Laura Ferrara, Efdd - Movimento 5 Stelle al Consiglio d'Europa di Strasburgo per la sessione della Camera delle Regioni.


"I sindaci italiani non devono essere lasciati da soli a gestire il fenomeno migratorio. Solo garantendo vie legali d'accesso a chi fugge da guerre e persecuzioni e supportando le autorità locali delle regioni frontaliere si può arrivare a un processo equo. La Calabria, per esempio, così come altre regioni frontaliere, si trova a gestire sotto forma di emergenza il fenomeno migratorio che dovrebbe essere invece gestito in termini comunitari.

La sproporzione degli oneri in capo a sette, otto Stati membri ricade inevitabilmente sulle spalle delle autorità locali, in prima linea nell'affrontare le sfide del primo soccorso, le sfide dell'accoglienza, una fase cruciale e di grande responsabilità se si pensa ai soggetti più vulnerabili, come i minori non accompagnati per i quali i sindaci sono diretti responsabili. Da qui parte l'esigenza di riforma dei due regolamenti pilastri del Sistema Comune d'Asilo: il Regolamento di Dublino e il Regolamento Procedure di cui la stessa Ferrara è relatrice.

Fin dal nostro ingresso in Parlamento io e i miei colleghi del Movimento 5 Stelle, abbiamo chiesto a gran voce la riforma di queste regole assurde, al fine di trovare il giusto compromesso tra responsabilità e solidarietà e per alleviare gli obblighi eccessivi che incombono su Paesi che si trovano ai confini dell'Europa.

Nonostante quanto previsto dall'articolo 80 del Trattato sul funzionamento dell'Unione Europea a livello comunitario non vi è alcuna solidarietà tra gli Stati membri. Una mancanza che si palesa non solo nella gestione dei flussi migratori ma, anche e soprattutto, nella volontà di accogliere i migranti e i richiedenti asilo.

L'incoerenza di questa Unione europea sta tutta nella difficoltà di far rispettare agli Stati membri il principio di equa ripartizione delle responsabilità e nel non garantire vie legali di accesso come alternativa valida al contrasto del traffico di esseri umani. Questo è il momento inoltre di ripensare una legislazione più aderente alla realtà che sostenga le autorità locali e le regioni situate ai confini esterni dell'Europa".

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