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Intervista a Ignazio Corrao, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, rilasciata a Europa.today.it

Corrao, le prossime elezioni europee saranno un momento importante per definire l'assetto politico che guiderà l'Europa nei prossimi anni. Il vostro alleato di governo, la Lega, ha detto chiaramente che mira a rafforzare la sua attuale coalizione al Parlamento Ue e spostare gli equilibri verso destra. E il M5s?

Noi stiamo innanzitutto lavorando a definire i contenuti di un Manifesto che verrà presentato nei prossimi mesi. I media danno una visione delle prossime elezioni come di una sfida tra un blocco centrista, moderato, e di un blocco di destra populista. Ma non è cosi'. Come abbiamo fatto in Italia, anche in Europa stiamo lavorando a una "terza via", che non sia connotata da un punto di vista ideologico e neanche legata all'establishment che ha governato l'Ue finora in nome dell'austerity.

Eppure l'ipotesi di una futura alleanza tra il Ppe, il Partito popolare europeo di Angela Merkel, e il gruppo di Salvini e Marine Le Pen non è poi cosi' campata per aria. Questa eventualità vi preoccupa?

Francamente, mi sembra un'ipotesi bizzarra. Il Ppe è il partito che per antonomasia è fautore delle politiche di austerity, è da anni al governo dell'Europa, è il maggiore responsabile dei problemi dei Paesi del Sud. Non vedo come partiti che professano lontananza da quel tipo di modello possano poi andare a braccetto con chi quel modello non solo lo applica, ma ne fa una bandiera politica. Voglio vedere che tipo di campagna elettorale farà il Ppe, e che tipo di campagna elettorale farà la destra. Poi la politica ci insegna che per le poltrone c'è chi accetta ogni cosa. Ma noi siamo completamente fuori da questa logica.

Tornando a voi, se dite no ai partiti dell'establishment come il Ppe, i liberali o i socialisti, ma anche alla forze come quelle che compongono il gruppo di Salvini in Europa, con chi farete alleanze per costruire un gruppo politico che possa incidere sulle scelte dell'Ue?

In questi anni c'è stata una tendenza un po' in tutti i Paesi dell'Unione europea che si è tradotta in una bocciatura o in un calo netto di consensi dei partiti tradizionali di governo, che più o meno corrispondono a popolari, socialisti e liberali, le tre famiglie politiche che hanno guidato l'Europa finora. Questi consensi si sono spostati un po' verso partiti estremisti e populisti, e una parte verso componenti nuove. Sono queste componenti, ciascuna con la sua specificità dettata anche dal contesto nazionale, quelle con cui stiamo valutando eventuali punti di contatto. Chiaramente, sempre nel rispetto dei nostri programmi e dei nostri presupposti. E' riduttivo pensare che un Continente come l'Europa si riduca a forze politiche legate alle banche e alle multinazionali o a forze nazionalistiche. E' chiaro che c'è una terza via. Il nostro obiettivo è questo, allargare a livello europeo un'alternativa che abbia già dato a livello italiano. Noi dobbiamo essere bravi a velocizzare questo processo di cambiamento che abbiamo avviato in Italia anche negli altri. Lavorare sui temi della democrazia diretta, della trasparenza, della lotta alla corruzione, dell'ambientalismo; sempre sulla base della lotta all'austerity.

E' possibile un'alleanza con gruppi parlamentari già esistenti come quello del Gue, la sinistra europea, o dei Verdi?

In questi anni al Parlamento europeo abbiamo dialogato un po' con tutti i gruppi, o meglio con alcune delegazioni all'interno di questi gruppi. Perché deve essere chiaro che i gruppi politici non sono cosi' coesi al loro interno. Certo, se li guardi da fuori, ti trovi davanti le loro strutture, la loro organizzazione, con scelte politiche già ben definite che mal si conciliano con il nostro programma. Per esempio, i Verdi sono storicamente a trazione tedesca e al Parlamento si sono sempre schierati al fianco delle politiche dei socialisti (anche loro a forte trazione tedesca), essendone di fatto una stampella. Ed è molto difficile che possano cambiare. Ma ogni gruppo ha le sue differenze all'interno, con delegazioni che hanno diverse sensibilità.

Mi faccia capire: no ad alleanze con Verdi e Gue, ma possibile "attrazione" di forze all'interno di queste realtà?

Se ci sono delle delegazioni all'interno dei Verdi o del Gue che si trovano li' per sbaglio o pensano che una idea diversa di Europa sia percorribile, noi siamo aperti a discutere con tutte queste delegazioni.

Anche con i conservatori dell'Ecr?

L'Ecr è un partito conservatore che ha una connotazione politica molto chiara. E vale lo stesso discorso dei Verdi: ci sono delegazioni che magari oggi sembrano bloccate all'interno dei meccanismi di quel determinato gruppo, ma che possono cambiare impostazione nei prossimi mesi.

Torniamo allora al vostro manifesto. Quali saranno i punti del vostro programma per l'Europa

Il punto numero uno è la lotta all'austerity: basta a una Unione europea che fa la "maestrina", che impone i compiti e che sta li' a bacchettare gli Stati, ma una Ue che guarda a tutto il Continente con una visione comunitaria e che mette i diritti sociali dei cittadini europei al primo posto nelle sue politiche. Ovviamente, partendo dalla base della lotta contro il rigore e per una maggiore flessibilità negli investimenti, ci sono i temi da sempre al centro del Movimento, come quelli ambientali, energetici e sociali. Vogliamo un'Europa che guardi agli ultimi e non che si schiera al fianco di banche e multinazionali.

Un'ultima domanda: dopo le europee, si dovrà scegliere la nuova Commissione Ue. Con ogni probabilità, dovrete confrontarvi con la Lega per la scelta del futuro commissario europeo in quota Italia. Salvini ha già detto di volere un commissario all'Agricoltura. Siete d'accordo?

Credo sia molto prematuro fare questo tipo di ragionamento. Bisogna capire in che modo si andrà a formare la Commissione. Quello che ci preme è avere un commissario che possa fare davvero gli interessi dell'Italia. Non come l'Alta rappresentante attuale (Federica Mogherini, ndr) scelta da Renzi e che ha inciso molto poco sulle politiche europee. Come abbiamo visto anche in questi giorni con gli attacchi dell'Esecutivo Ue alla manovra del nostro governo.

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