Audiweb 2.0 e i dati passati a Facebook-Nielsen

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Di Isabella Adinolfi, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa

Se non fosse vero, si potrebbe pensare di essere di fronte a uno scherzo. Gli editori italiani, che recentemente si sono battuti a favore dell'introduzione della cosiddetta linktax, cederebbero dati a Facebook tramite Audiweb.

Come accadrebbe tutto ciò? Andiamo per ordine: Audiweb è una società che rileva e distribuisce i dati di audience di internet in Italia. Nello specifico, si tratta di un JIC (Joint Industry Committee), forma organizzativa che, per statuto, garantisce di realizzare rilevazioni imparziali rispetto alle parti del mercato. I soci sono Fedoweb (50%), UPA Utenti Pubblicità Associati (25%) e AssoCom (25).

Audiweb ha concluso un accordo operativo con la multinazionale Nielsen, che da tempo collabora con Facebook per quanto riguarda le attività di marketing, pubblicità sul web e di misurazione dell'efficacia delle campagne. Proprio a fronte della collaborazione, Facebook riceverà i dati raccolti da Audiweb nell'ambito del nuovo sistema di rilevazione Audiweb 2.0.

Nella prima nota informativa di Audiweb si leggeva che "nessuna informazione personale ['Personally Identifiable Information' (PII)] viene conservata nella piattaforma, né utilizzata in alcun modo nella misurazione. Inoltre, i dati a livello individuale non vengono per nessun motivo condivisi con i Data Provider. Tutte le informazioni che passano attraverso i Data Provider (es.: Facebook) vengono anonimizzate e criptate". Sembrava chiaro quindi che non vi fosse alcuna condivisione di dati personali con terzi come Facebook.

A giugno 2018 l'AGCOM ha deciso di avviare un'indagine perché in relazione all'accordo tra Audiweb e Nielsen ci sarebbero "elementi di potenziale criticità sia in ordine all'utilizzo del dato Facebook, sia sul tema della privacy". A luglio la stessa AgCom ha deciso di prorogare la propria istruttoria di ulteriori 90 giorni. Nel frattempo Audiweb ha provveduto a modificare la propria nota informativa e ora si afferma che: "nel normale funzionamento del redirect - generato dal tag SDK Nielsen - secondo il protocollo internet (TCP/IP/HTTP etc.) Facebook riceve in chiaro dal browser dell'utente:
a) indirizzo IP;
b) User Agent;
c) gli ulteriori meta-dati inclusi nel redirect.
In nessun caso, né attraverso il redirect, né per un trasferimento ad opera di Nielsen, Facebook riceve informazioni in chiaro sui contenuti visualizzati dagli utenti
".

A questo punto sorgono spontanee alcune domande: perché Audiweb ha modificato la propria nota informativa? In che modo si tutela la privacy ed i dati personali degli cittadini/utenti?

Ci sono anche altre questioni che meriterebbero di essere chiarite circa l'attendibilità del sistema di rilevazione che viene ad essere messo nelle mani di Facebook e Nielsen: perché gli editori, che lamentano perdite degli introiti pubblicitari e si scagliano contro i social network per questo, chiedono poi a Facebook di determinare le misurazioni dell'audience sulle quali si basano i guadagni derivanti dalle inserzioni pubblicitarie?

Ci auguriamo che vengano date risposte adeguate e soddisfacenti perché la privacy dei cittadini/utenti è un diritto fondamentale che va adeguatamente tutelato e non può subire pregiudizi di sorta.

Inoltre, serve capire da che parte stanno gli editori italiani che, da un lato si scagliano contro Facebook e gli altri social network a livello europeo (penso a quanto accaduto con l'articolo 11 della nuova direttiva copyright) e, dall'altro, gli affidano un compito assai delicato come la misurazione dell'audience su internet, che ha un impatto diretto sul correlato mercato della pubblicità online.

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