Per un commercio che non calpesti i cittadini

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intervento di Fabio Massimo Castaldo, vicepresidente del Parlamento europeo, alla Conferenza parlamentare sull'Organizzazione mondiale del Commercio che si è tenuta a Ginevra lo scorso 6 dicembre.


"È un onore e un grande piacere per me darvi il benvenuto alla Conferenza Parlamentare di quest'anno sull'OMC a nome del Presidente del Parlamento Europeo, Antonio Tajani.
Dal momento che questa conferenza è uno sforzo congiunto del Parlamento europeo e dell'Unione Inter-parlamentare (IPU), permettetemi di esprimere una parola speciale di gratitudine al nostro partner, la IPU, e verso l'Organizzazione Mondiale del Commercio per mettere a questo evento di avere luogo nei suoi locali.
Oggi e domani, saremo riuniti qui per discutere e riflettere sul ruolo importante dell'OMC in questo contesto in continuo cambiamento.
Cercheremo di immaginare il suo futuro e come apparirà nel 2030.
Sappiamo che l'OMC, nato ufficialmente nel 1995, in realtà risale al 1947, quando 23 nazioni firmarono l'Accordo Generale sulle Tariffe e il Commercio (GATT), il cui principale obiettivo era quello di "ridurre sostanzialmente le tariffe, le barriere commerciali e eliminare le preferenze sulla base di un reciproco e mutuo vantaggio".
Da allora, molte cose sono cambiate ma non la sua unica natura.
L'OMC è nato come un luogo al quale i governi si recano per trovare una soluzione ai loro problemi commerciali.
In effetti, sappiamo che il primo passo per risolvere un problema è parlare, avere un dialogo. E questo è quello che l'OMC è ed era prima di tutto: uno spazio per parlare e negoziare, un forum di discussione.
Il tempo è passato e l'OMC è diventato cruciale nel rafforzamento del multilateralismo, stabilendo un sistema di commercio basato sulle delle regole e liberalizzando le politiche commerciali. Questo è vero e nessuno può negarlo. Tuttavia, in certe occasioni ha anche supportato barriere commerciali al fine di proteggere i consumatori e prevenire la diffusione di epidemie.
Quindi, ha giocato un gran numero di ruoli e funzioni e la sua importanza è cresciuta nel corso del tempo.
Tuttavia, adesso i ruoli dell'OMC sono a rischio. Non possiamo negare che oggi, l'organizzazione si trova in una congiuntura critica.
Credo che siamo tutti consapevoli dello stallo dell'organismo di Appello, la pietra angolare della regolamentazione internazionale del commercio.
Il blocco della nomina dei giudici dell'organismo di appello è il sintomo di una reale crisi politica, che potrebbe mandare all'aria l'intero sistema di risoluzione delle controversie e paralizzare l'intero OMC.
Quindi, è di primaria importanza chiedere a tutti i membri dell'OMC di trovare urgentemente una soluzione e sbloccare questo meccanismo di risoluzione delle controversie, anche per assicurare che le regole vengano applicate anche in futuro.
Inoltre, negli ultimi sei mesi, abbiamo visto un elevato aumento delle misure commerciali restrittive da parte delle economie G20, che hanno fatto ricorso ad azioni unilaterali.
In effetti, il report di monitoraggio dell'OMC uscito alla fine di novembre, mostra che le economie G20 hanno applicato 40 nuove misure commerciali restrittive durante il periodo di revisione (16 maggio- 15 Ottobre 2018), inclusi aumenti tariffari, divieti di importazioni e dazi sulle importazioni.
Questo equivale a una media di otto misure restrittive al mese.
Ma quali sono le conseguenze di queste azioni?
Siamo tutti consapevoli che queste misure hanno creato maggiore incertezza e che questa incertezza può mettere la ripresa economica in pericolo.
Un'ulteriore escalation di queste misure potrebbe comportare dei rischi molto grandi per il commercio globale, con effetti indiretti per la crescita economica, i posti di lavoro e i prezzi per i consumatori nel mondo.
In questo contesto estremamente preoccupante, il sistema di risoluzione delle controversie è ancora più importante come strumento per assicurare il dialogo, disinnescare tensioni e evitare guerre commerciali. Questo contesto ci ha mostrato ancora una volta perché questo meccanismo è importante e perché dobbiamo salvarlo. Allo stesso tempo, se vogliamo salvare le due gambe dell'OMC (la negoziazione e la risoluzione delle controversie), dobbiamo contrastare le cause profonde della crisi attuale, rinnovando l'OMC e adattarlo a questo mondo in continuo cambiamento.
Come primo passo, dobbiamo mettere i cittadini e diritti umani al centro dell'organizzazione, promuovere pratiche commerciali corrette e aumentare gli standard sociali e ambientali, con una particolare attenzione alle pratiche nei paesi in via di sviluppo. A questo proposito, vorrei sottolineare il ruolo chiave dell'OMC nel raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile (OSS) e degli impegni dell'Accordo sul clima di Parigi, e questo oltre le negoziazioni sui sussidi alla pesca.
Come parlamentari e difensori della democrazia, non possiamo permetterci degli accordi commerciali che siano dannosi per certi stati o che compromettano i diritti di certe popolazioni. Abbiamo, quindi, la responsabilità di assicurare il rispetto del principio di coerenza per lo sviluppo, che implica il rispetto degli obiettivi di sviluppo da parte delle politiche commerciali.
Inoltre, credo che oggi più che mai l'OMC dovrebbe essere pronto ad affrontare le nuove sfide del XXI secolo e discutere i cambiamenti tecnologici, che stanno fondamentalmente cambiando il modo in cui commerciamo oggi.
È tempo per azioni concrete al fine di facilitare l'e-commerce e trasformare le opportunità digitali, come la block chain, in realtà commerciali.
Dobbiamo colmare il divario digitale, affinché nessuno sia lasciato indietro.
In effetti, una migliore connettività offre delle opportunità di business per le piccole e medie imprese, dando dei benefici reali alle persone che vivono nel mondo in via di sviluppo.
Come ultimo punto ma non meno importante, come ha sottolineato la Commissione Europea nel Documento programmatico sulla modernizzazione dell'OMC del 18 Settembre, e che il Parlamento europeo ha supportato in una risoluzione adottata la scorsa settimana, dobbiamo affrontare le lacune presenti nel manuale di regolamentazione, incluso l'ambito dei sussidi alle imprese statali delle maggiori potenze commerciali, l'accesso ai mercati di investimento e le barriere regolamentari ai servizi e all' investimento.
Permettetemi di finire questo mio discorso introduttivo aggiungendo un ultimo ma importante punto.
Oggi sono molto contento di vedere tanti parlamentari provenienti da tutto il mondo, qui riuniti. Questo chiaramente mostra l'importanza della dimensione parlamentare negli affari dell'OMC, una dimensione che è ancora più cruciale nel contesto internazionale attuale.
Come parlamentari, abbiamo un ruolo speciale da adempiere. Noi non siamo qui per duplicare quello che gli esecutivi fanno, ma abbiamo la responsabilità di colmare i gap per quanto riguardo i bisogni, le speranze e le aspettative dei cittadini in tutto il mondo.
Come rappresentanti eletti, agiamo come link vitale tra i cittadini e i decisori politici e comunichiamo i punti di vista del nostro elettorato a coloro i quali sono responsabili di negoziare gli accordi di commercio multilaterali.

Allo stesso tempo, abbiamo la responsabilità di ritenere i governi responsabili e assicurare che le preoccupazioni dei cittadini siano ascoltate.
Sfortunatamente il direttore generale Roberto Azevêdo non è potuto essere con noi oggi. Ce ne rammarichiamo molto. Speriamo che possa essere presente nei meeting successivi. Deve ascoltare le voci dei cittadini.

Per favore, permettetemi di ringraziare l'ambasciatore Junichi Hihara e il deputy Xiaozhun Yi per essere stati presenti con noi oggi e avere ascoltato la nostra voce e avere avuto un fruttuoso scambio.

Siamo consapevoli oggi più che mai che il sistema di commercio multilaterale è oggi messo in discussione. Dobbiamo rafforzare la dimensione parlamentare dell'OMC e stabilire una relazione formale di lavoro tra la Conferenza Parlamentare e l'OMC stesso.

Sono convinto che in quanto parlamentari provenienti da diversi continenti possiamo e dobbiamo mandare un messaggio forte su tutti questi punti, come risultato tangibile di questa conferenza di due giorni. Quindi, iniziamo a lavorare insieme per rinnovare effettivamente l'OMC. Non lasciamo che gli interessi politici prevalgano sui bisogni e i diritti dei nostri cittadini.

Come la mia cara collega e co-presidente ha detto prima, nessuno deve essere lasciato indietro. Non possiamo permetterlo e non lo faremo. Grazie per l'attenzione".

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