Più lavoro con la Terza rivoluzione industriale

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di Rosa D'Amato, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa


"Almeno 25mila nuovi posti di lavoro e investimenti intorno ai 50 milioni di euro entro il 2030. Puntando su economia circolare, sharing economy, energia rinnovabile, trasporti e agricoltura sostenibili, turismo e digitale. Senza dimenticare i benefici per ambiente e salute. E' la Terza rivoluzione industriale di Taranto quella delineata nello studio Tri.0, realizzato dal think tank Cetri-Tires. Un futuro possibile perché in linea con le tendenze economiche europee e globali. E fondato sulle specificità produttive del territorio già esistenti. Al di là dell'Ilva.

Le promesse della grande industria pesante e fossile hanno fatto il loro tempo. Le speranze che trasportava sono scadute e il ciclo fossile si va chiudendo. Andare oltre è un dovere generazionale, politico, economico e sociale. Lo studio propone un modello economico in grado di creare lavoro e benessere nel rispetto dell'ambiente e della salute. L'obiettivo è duplice: fornire una nuova prospettiva di vita ai lavoratori di oggi che saranno espulsi dai processi produttivi che si vanno deteriorando e costruire orizzonti innovativi per i lavoratori del domani. Taranto potrebbe ospitare nei numerosissimi spazi lasciati liberi dall'ingombrante acciaieria, ma non solo, centri di eccellenza mondiali di sperimentazione e ricerca applicata nei settori di punta della Terza rivoluzione industriale.

Gli scenari elaborati sono 4 e coprono un arco di tempo che arriva fino al 2050. Nell'ipotesi più pessimistica, i nuovi posti di lavoro creati nei prossimi 30 anni saranno 103.500. In quella più ottimistica 138.000. Ma i benefici occupazionali si vedranno già nel 2030, con la creazione di un numero di nuovi addetti tra le 25mila e le 33mila unità. Ogni transizione comporta delle fasi di adattamento, ma lo studio Tri.0 dimostra che le ripercussioni sociali ed economiche nel brevissimo termine possono essere assorbite dal nuovo modello ridando benessere, dignità e salute a un territorio oggi sfregiato.

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