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di Eleonora Evi, Dario Tamburrano e Marco Zullo
, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa


"L'olio di palma non finisce solo sulle nostre tavole. Il 51% di questo prodotto importato in Europa viene utilizzato per la produzione di combustibili spacciati per sostenibili e verdi: biocarburanti che in realtà sono tutto fuorché "bio".

Che sia sulle nostre tavole o nel serbatoio delle nostre automobili, l'olio di palma NON è un prodotto sostenibile. Non lo è per le numerose ragioni che il gruppo Efdd - Movimento Cinque Stelle è riuscito a inserire nella relazione sull'olio di palma e la deforestazione adottata dal Parlamento europeo nel 2017. La produzione di olio di palma (in Indonesia, in Malesia ma anche in Africa e in America Latina) causa gravissimi problemi ambientali, sociali ed economici che l'Europa non può nascondere sotto il tappeto.

La coltivazione della palma da olio spazza via milioni di metri quadrati di foresta pluviale. Oltre al chiaro danno alla biodiversità del pianeta, non possiamo ignorare che le comunità locali dove è praticata questa coltura non beneficiano in alcun modo di questa attività. È chiaro poi che il rilascio in atmosfera di milioni di tonnellate di CO2, frutto della deforestazione attuata per far spazio ai terreni di coltivazione della palma, non può andare d'accordo con il concetto di "sostenibilità" professato come obiettivo in Europa.

LA DIRETTIVA SULLE ENERGIE RINNOVABILI

Abbiamo lavorato nelle Commissioni parlamentari competenti per un cambio di passo dell'Europa, ottenendo importanti risultati. Lo scorso giugno è stata adottata la nuova direttiva rinnovabili. Essa dedica un capitolo specifico ai biocarburanti ricavati da colture che mettono a rischio foreste, paludi ed altri ambienti naturali. Al loro posto, troppo spesso, nascono campi e piantagioni dell'olio di palma. L'impiego dei biocarburanti ad alto rischio di cambiamento d'uso del suolo, stabilisce la direttiva, non potrà aumentare a partire dal 2019; dovrà ridursi a partire dal 2023; dovrà cessare entro il 2030. Questo è un importante risultato politico.

FACCIAMO PRESSIONE SULLA COMMISSIONE UE
A novembre è stata adottata la direttiva che porterà all'eliminazione graduale dell'utilizzo di combustibili derivanti da olio di palma. Manca però l'adozione dei criteri della direttiva da parte della Commissione. Questo è un passaggio tecnico fondamentale che non va ignorato.

Entro il 1º febbraio, infatti, la Commissione dovrà identificare i biocarburanti dannosi (ad alto rischio di deforestazione). È un nodo cruciale, che consentirà di capire se e come avverrà l'eliminazione graduale dell'olio di palma. Ecco perché bisogna mettere il fiato sul collo alla Commissione europea: è fondamentale che in questa fase essa svolga un lavoro serio, senza cedere alle pressioni delle lobby che girano intorno al business dell'olio di palma.

Facciamo sentire forte la nostra voce alla Commissione europea usando l'hashtag #NoPalmInMyTank. Ci uniamo agli oltre 420 mila europei che dicono "No, grazie" al biodiesel nelle stazioni di servizio. Ne va della nostra salute e dell'ambiente che ci circonda. È un atto dovuto di responsabilità nei confronti delle prossime generazioni!"

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