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di Piernicola Pedicini, Efdd - Movimento 5 Stelle europa


"La Commissione Europea ha annunciato un'indagine per verificare l'esistenza di un vantaggio indebito offerto dai Paesi Bassi alla società Nike, rispetto ai suoi concorrenti. La Commissaria per la concorrenza Margrethe Vestager ha dubbi sul fatto che, sfruttando la sede nei Paesi Bassi, tramite due società del gruppo, la Nike riesca ad abbattere indebitamente la tassazione.

Dal Lussemburgo all'Estonia, passando per i Paesi Bassi, ci sono migliaia di società fantasma, chiamate "società conchiglia", che rappresentano un veicolo per evasione, elusione, corruzione, lavoro nero o, ancor peggio, riciclaggio, e la Commissione Europea ha ancora "dubbi"? Chiedono all'Italia tagli e austerità quando ci sono paesi, all'interno della stessa Europa, che fanno favori alle multinazionali facendo pagare meno tasse. Vedi i Paesi Bassi. Si danneggiano tutti gli altri Paesi membri e le loro aziende, perché è una concorrenza sleale.

Gli impatti economici, sociali e politici sull'Ue e quindi anche sull'Italia sono devastanti. L'Unione europea non si può considerare veramente unita se ci sono alcuni Paesi che tollerano o addirittura incentivano una politica fiscale con all'interno dei veri e propri paradisi fiscali. Serve una corporate tax comune per avere un unico sistema fiscale per le multinazionali che riporti equità sociale e fiscale in Europa E per farlo bisogna avere il coraggio di combattere per le cose giuste, nell'interesse dei cittadini, e non contro di loro.

I Paesi Bassi hanno tasse basse su dividendi e royalties. Inoltre, prevede schemi di ottimizzazione fiscale attraverso società di copertura olandesi, note anche come società di caselle postali. Attualmente, il paese ospita oltre 12.000 società di caselle postali che canalizzano circa 4.000 miliardi di euro all'anno. Molte di queste società sono in realtà prive di strutture produttive e rappresentano solo un contenitore attraverso il qual far transitare ingenti flussi finanziari.

Quando finirà tutto questo? Viviamo un ribaltamento della realtà: i paesi considerati "virtuosi" non lo sono affatto. La Commissione Europea può e deve fare di più. Per questo sarà importantissimo affermare sempre di più il cambiamento alle prossime elezioni europee. Con noi l'Europa sarà più equa".

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