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di Eleonora Evi, EFDD - Movimento 5 Stelle Europa


Il nuovo Regolamento sulle emissioni auto, votato nella commissione Ambiente del Parlamento europeo, guarda al futuro. Il gruppo Efdd - Movimento 5 Stelle ha lavorato instancabilmente affinché le nuove regole facciano davvero la differenza nel prossimo decennio, riducendo le emissioni di gas serra dannose per il clima. Con questo voto abbiamo dimostrato che c'è un'Europa che vuole impegnarsi a raggiungere gli obiettivi dell'Accordo di Parigi, un'Europa che vuole cambiare e riportare al primo posto gli interessi dei cittadini: un'Europa finalmente responsabile nei confronti dell'ambiente.

È stato un negoziato difficoltoso e intralciato con ogni mezzo da Berlino, che ha affossato il tentativo di rendere il testo più ambizioso con la complicità della presidenza di turno austriaca del Consiglio europeo. Siamo comunque soddisfatti perché con le nuove regole avremo veicoli più ecologici e aumenterà l'offerta di modelli a zero e basse emissioni. Qui di seguito le principali misure previste dal Regolamento.

Obiettivo "riduzione CO₂"

L'accordo votato in commissione Ambiente prevede una riduzione delle emissioni di CO₂ pari al 15% nel 2025 per auto e furgoni, mentre per il 2030 l'obiettivo è giungere a -37,5% per le auto e -31% per i furgoni. Il gruppo Efdd - M5S sostenevamo una posizione più ambiziosa pari al -40% entro il 2030, che purtroppo ha trovato le resistenze tedesche e dei Paesi dell'Europa orientale, dimostrando uno scarso senso di responsabilità verso la decarbonizzazione del trasporto su strada.

Obiettivo "veicoli a zero e basse emissioni" (ZLEV)
Tra il 2025 e il 2029 gli ZLEV dovranno raggiungere una quota di mercato del 15% per auto e furgoni, mentre per il 2030 l'obiettivo è del 35% per le auto e del 30% per i furgoni. In quest'ambito abbiamo proposto un sistema "bonus/mauls" che premiasse i produttori più virtuosi a discapito di coloro che non sono in grado di commercializzare un numero sufficiente di questi veicoli, chiedendo che questi ultimi si impegnino a tagliare le emissioni di CO₂ della propria flotta, ma Germania e Paesi dell'Europa orientale si sono opposti e la proposta non è passata.

Obiettivo "transizione equa": rispetto per l'ambiente e tutela dei lavoratori

L'auto del futuro non deve per forza essere importata da Cina, India o Stati Uniti. Ecco perché il settore automotive deve garantire una trasformazione equa che non lasci indietro le persone e il lavoro. L'accordo chiede alla Commissione Ue di valutare, entro il 2027, la possibilità di incanalare gli introiti delle sanzioni per eccesso di emissioni verso un fondo europeo, il quale venga utilizzato per assicurare la transizione equa verso un'economia sostenibile e che allo stesso tempo favorisca il re-skilling, la formazione delle competenze e la rilocazione dei lavoratori del settore.

Il prossimo step sarà l'approvazione finale da parte dell'intero Parlamento, prevista per marzo 2019. Con il nuovo regolamento saremo in grado di ridurre davvero le emissioni di CO₂, assumendoci la responsabilità di rendere l'Europa un posto più pulito e attento alle nuove generazioni. Per salvare il pianeta ci vuole il coraggio di cambiare!

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