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intervento di Laura Agea, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, durante il dibattuto sul futuro dell'Europa con il Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.





"Grazie Presidente,

colleghi, presidente Conte,

Questo è il diciassettesimo dibattito sul futuro dell'Europa: il rischio è che mentre dibattiamo sul futuro, l'Unione non abbia nemmeno più un presente.

Noi continuiamo a considerare l'Europa, che abbiamo fondato, come la nostra casa, ma l'Unione europea ha bisogno di una profonda ristrutturazione. Perché è stata costruita partendo dal tetto, dimenticando le fondamenta.

Noi vogliamo dare a questa casa fondamenta solide, certe e durature.

Vogliamo un'Europa più giusta, più equa, più vicina ai cittadini, senza Paesi di Serie A e Paesi di Serie B. Vogliamo che l'economia reale torni ad avere il primato sulla finanza, vogliamo più diritti sociali, vogliamo investimenti, crescita e basta austerità. 
Vogliamo un'Europa protagonista sulla scena mondiale, che non si faccia mettere in ginocchio dalle grandi potenze come Russia, Cina e Stati Uniti.

Vogliamo un'Unione non solo di nome, ma anche di fatto.

Vi chiedo: questo significa essere a favore o contro l'Europa?

Molti guardano la pagliuzza nell'occhio degli altri, ma non si accorgono della trave che è nel loro.

Essere europeisti significa umiliare la Grecia e i greci e poi ammettere, come se niente fosse, che l'austerità è stata un enorme errore?

Essere europeisti significa invocare la solidarietà tra Stati e poi lasciare un solo Paese a gestire il peso dell'immigrazione? 

È europeista quello Stato che mette in pratica politiche colonialiste che causano i fenomeni migratori?

Essere europeisti significa creare nel proprio Stato i paradisi fiscali?

E poi... essere europeisti vuol dire contrastare con una stupida guerra ideologica l'introduzione in Italia del reddito di cittadinanza, che è realtà, guarda un po', in tutta Europa?

Questi sono falsi europeisti che hanno costruito sì l'Europa, ma quella delle banche, della finanza, della burocrazia e dell'austerità, lontana dai cittadini.

Siamo ancora in tempo per cambiare, prendendo esempio dall'Italia dove il cambiamento è in atto.

In soli sette mesi abbiamo tolto i vitalizi degli ex parlamentari, risarcito i risparmiatori truffati dalle banche, imposto il Daspo ai corrotti, tagliato le pensioni d'oro, abbassato la tassazione per le piccole partite IVA, iniziato a pagare 30 miliardi di debiti della Pubblica amministrazione con gli imprenditori.

Finalmente in Italia c'è il reddito di cittadinanza.

Abbiamo smantellato la riforma delle pensioni che l'Europa, sì l'Europa, ci aveva imposto in nome dei conti e del rigore, che ha causato un disastro sociale senza precedenti. Riforma realizzata da un governo di professori, non eletto, che i cittadini hanno mandato a casa con il voto popolare. E quei professori ancora si chiedono il perché...

Questo abbiamo promesso ai cittadini, e questo abbiamo realizzato.

Perché quello che diciamo lo facciamo.

Il recente Rapporto Italia 2019, pubblicato dal prestigioso Istituto Eurispes, registra un incremento della fiducia degli italiani nel governo: ben 15 punti in più rispetto all'anno scorso.

Non ne siamo stupiti, perché il governo del cambiamento ascoltando i cittadini dà loro una nuova speranza per il futuro.

Per questo ci accusano di essere populisti. Presidente Conte, come ha già ricordato, se questo significa ascoltare la gente, allora noi siamo populisti.

Troppo spesso, invece, in questo Palazzo, chiusi in queste gabbie dorate, ci si dimentica di ascoltare il popolo.

Colleghi, quante volte vi abbiamo chiesto un segnale per i cittadini?

A cominciare dall'abolizione della doppia sede di questo Parlamento: questa struttura, dove siamo oggi e che occupiamo per quattro giorni al mese, costa 200 milioni di euro ogni anno e non ha ragione di esistere.

Chiedere la cancellazione di questo spreco non è un attacco alla democrazia.
La democrazia non è un privilegio, la democrazia non può essere un palazzo.

Iniziamo a dare un taglio ai nostri stipendi, alle nostre pensioni, agli stipendi mostruosi dei commissari che rappresentano un vero schiaffo ai cittadini.

Sulle pensioni privilegiate degli europarlamentari c'è una nostra iniziativa già depositata. Presidente Tajani, sarà che ultimamente è distratto da questioni di politica interna, ma dia supporto alla nostra domanda.

Tutto questo non lo avete voluto realizzare ma lo faremo noi, grazie al voto dei cittadini alle prossime elezioni e con le altre forze del cambiamento.

Abbiamo dato una straordinaria squadra di piloti alla guida dell'Italia e ora ne daremo una, altrettanto capace, alla guida dell'Unione europea.

Perché statene certi: come stiamo cambiando l'Italia, cambieremo anche l'Europa.

Grazie".

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