Vigilanza bancaria, come agnelli in un branco di lupi

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È come chiedere a un lupo di fare da guardiano a un gregge. Blackrock, la più grande società di investimento del mondo, ha fatto gli stress test sulle banche europee nel 2016 e nel 2018.

Blackrock ha interessi speculativi nell'acquisizione di partecipazioni bancarie e crediti deteriorati ed è stata coinvolta dalla BCE nei test per valutare se le banche europee siano in grado o meno di reggere a un eventuale peggioramento dell'economia reale. È un evidente conflitto di interessi perché una valutazione positiva o negativa di Blackrock può condizionare l'andamento dei titoli delle banche e sappiamo bene che sulle fluttuazioni di mercato si può annidare la speculazione.

La BCE, in altre parole, ha ritenuto opportuno assumere un consulente esterno piuttosto che agire autonomamente o prediligere altri consulenti. La domanda che ci poniamo è semplice: perché ha agito così? Perché sono stati spesi 26 milioni di euro di soldi pubblici in consulenze?

Vogliamo chiarezza in merito. Per questo motivo abbiamo presentato un'interrogazione con richiesta di risposta scritta al presidente del Comitato del Meccanismo di Vigilanza Unico, chiedendo le ragioni che hanno spinto la BCE a chiedere l'ausilio di BlackRock e quali siano le verifiche messe in atto per assicurare che la separazione dei comparti posta formalmente in essere dalla società sia rispettata nella pratica e non solo sulla carta.

Le informazioni relative all'assegnazione dell'incarico di consulenza a BlackRock non sono state divulgate in modo trasparente e tempestivo: a questo punto il Comitato del Meccanismo di Vigilanza dovrebbe, per fugare ogni dubbio, spiegare le sue ragioni. Anche perché la presenza di conflitti di interesse nella conduzione degli stress test può compromettere l'affidabilità dei risultati, oltre a mettere a rischio la reputazione dello stesso sistema di vigilanza.

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