È inutile mettere paletti a Internet

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Intervista a Isabella Adinolfi pubblicata su Avvenire


In realtà, con questa normativa, piattaforme come Youtube e Google news avranno ancora più potere di selezionare i contenuti a loro piacimento». Isabella Adinolfi, l'eurodeputata del M5s che ha seguito da vicino il dossier sul copyright, vede più danni che benefici con l'approvazione della riforma.

Perché siete contrari a un provvedimento che offre tutele a creatori di opere ed editori di contenuti nei confronti dei colossi della Rete?
Non è vero che abbiamo contrastato la direttiva tout court. Siamo d'accordo che andasse aggiornata e favorevoli a una remunerazione per autori e giornalisti, ma senza passare dagli editori. Il problema è dato da due articoli che sarebbero stati da stralciare. Il numero 11 che introduce la cosiddetta linktax e il 13 che prevede una responsabilità assoluta per le piattaforme di condivisione, aprendo così la porta all'uso di filtri automatici.

Perché sostiene che alcuni giganti del Web saranno favoriti?
Ci sarà una sorta di oligopolio di Youtube e Google news che saranno autorizzate per legge a decidere che cosa caricare o non caricare sulle loro piattaforme. Di fatto saranno penalizzate le piccole realtà, che non avranno visibilità. Invece va creato un sistema più competitivo e democratico.

Come?
È inutile mettere paletti a Internet. Bisognerebbe, piuttosto, creare alternative europee in grado di competere sul mercato con gli altri player investendo in ricerca e innovazione. Inoltre, l'Ue dovrebbe agire più efficacemente per combattere l'elusione fiscale delle multinazionali del Web e per far applicare in modo corretto le norme antitrust.

Non sembra un'operazione realizzabile dalla mattina alla sera...
Creare un'impresa Ue che faccia da aggregatore notizie, come abbiamo proposto agli editori europei, non richiede tempi infiniti di realizzazione.

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