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Traduzione di un articolo pubblicato su huffington.com


Sono passati quasi quattro anni da quando una fuoruscita di documenti ha rivelato che prima che iniziasse a finanziare una campagna di disinformazione stile Big Tobacco per screditare la ricerca scientifica sul clima, Exxon Mobil Corp. era a conoscenza che le emissioni di combustibili fossili fossero la causa del riscaldamento climatico.

Ora la più grande compagnia petrolifera quotata al mondo si troverà ad affrontare, per la prima volta, un pubblico scrutinio sul suo ruolo nella creazione di una crisi climatica che minaccia di stravolgere la civiltà umana e rendere inabitabili dozzine di grandi città entro la fine del secolo.

Giovedì i membri del Parlamento europeo terranno un'audizione a Bruxelles che potrebbe privare Exxon Mobil dalla possibilità di esercitare attività di lobbying presso le Istituzioni e aggravare le crescenti difficoltà legali del colosso petrolifero.

"La prova storica è incontrovertibile", ha detto al telefono Geoffrey Supran, ricercatore dell'Università di Harvard che è stato il coautore della prima analisi "peer-reviewed" sulla storia della comunicazione in materia di clima di Exxon Mobil. "Le prove indicano ad una sola possibilità, ovvero che queste aziende e associazioni di settore hanno finanziato disinformazione per bloccare i politici".

Gli organizzatori dicono che Exxon Mobil ha rifiutato un invito a testimoniare. I portavoce della compagnia lunedì non hanno risposto a una richiesta di commento.
Secondo le nuove regole, i parlamentari europei potrebbero vietare alla società di esercitare pressioni sul parlamento transnazionale che supervisiona un mercato che nel 2015 costituiva il 14% della sua produzione globale di petrolio e gas e in cui ha investito 2 miliardi di dollari l'anno scorso per espandere una nuova raffineria. Nel 2017, il parlamento europeo ha escluso il colosso agrochimico Monsanto - ora di proprietà del conglomerato tedesco Bayer - dopo che la compagnia ha respinto un invito a testimoniare in un'udienza in merito alla sua presunta influenza sugli studi sulla sicurezza del glifosato "RoundUp" usato nel suo diserbante.

Piattaforme petrolifere nell'area del bacino di Permiano di Odessa, nel Texas. Exxon Mobil prevede di raddoppiare la sua produzione nel bacino del Permiano a 1 milione di barili al giorno nei prossimi cinque anni. Supran testimonirà al fianco dell'europarlamentare Eleonora Evi, del parlamentare olandese Bas Eickhout e della campaigner di Food & Water Europe, Frida Kieninger.

"I parlamentari dimostreranno che prendono seriamente questa questione", ha detto Evi in ​​una dichiarazione a HuffPost. "Chiedo ai colleghi deputati di utilizzare questa audizione come un primo passo per iniziare ad affrontare pesante ed indebita influenza di Exxon Mobil nel processo decisionale dell'UE".

Il nuovo scrutinio arriva proprio mentre Exxon Mobil lotta per respingere indagini di stato condotte negli Stati Uniti. A gennaio, la Corte Suprema ha respinto la richiesta della compagnia di bloccare il Procuratore Generale del Massachusetts Maura Healey dal costringere Exxon Mobil a consegnare decenni di documenti su ciò che sapeva sul cambiamento climatico, nel contesto di un'indagine per frode.

A febbraio, un giudice di stato ha permesso al procuratore generale di New York Letitia James di presentare una mozione per respingere la mozione di Exxon Mobil in cui si asseriva la cattiva condotta giudiziaria nella causa intentata dall'Empire State contro il gigante petrolifero per aver ingannato gli investitori sui rischi del cambiamento climatico.

Lunedì, a Washington, D.C., il Procuratore generale Karl Racine ha twittato un link che sollecita consulenti esterni a supportare un'indagine e una potenziale causa contro Exxon per frode.

Exxon Mobil sta affrontando anche una serie di altre controversie negli Stati Uniti, compresa una causa federale della Conservation Law Foundation, con sede a Boston, che afferma che la società non è riuscita a proteggere un impianto di stoccaggio del petrolio in Massachusetts dagli effetti dei cambiamenti climatici. Un giudice federale a Boston la scorsa settimana ha permesso alla causa di procedere.

I casi hanno assunto una nuova urgenza lo scorso ottobre, dopo che le Nazioni Unite hanno pubblicato un rapporto che avverte che i governi mondiali hanno all'incirca un decennio per dimezzare le emissioni globali per evitare un aumento della temperatura terrestre oltre i 2,7 gradi Fahrenheit. Si prevede che un tale aumento della temperatura media - circa mezzo grado Celsius al di sopra di quello attuale - causerà conseguenze catastrofiche, tra le quali 54 trilioni di dollari di danni provocati da condizioni meteorologiche estreme, siccità e inondazioni.

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