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di Piernicola Pedicini e Ignazio Corrao, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa


"No alla legittimazione della mafia. Elisabetta Gardini (Forza Italia) e Lorenzo Cesa (UDC) hanno organizzato un convegno che si terrà il 6 marzo, al Parlamento europeo, per celebrare il centesimo anno dalla nascita di Giulio Andreotti. L'intervento di apertura sarà del presidente del Parlamento europeo Antonio Tajani e tra gli interventi troviamo anche quello di Pier Ferdinando Casini.

Per questi personaggi il punto di riferimento politico è Giulio Andreotti, una persona che ha commesso il reato di associazione a delinquere di tipo mafioso. Fino alla primavera del 1980 secondo una sentenza del 15 ottobre 2004 della Corte di Cassazione, Andreotti aveva dimostrato «un'autentica, stabile e amichevole disponibilità verso i mafiosi». Il «reato di partecipazione all'associazione per delinquere» è stato «estinto per prescrizione».

Ecco la locandina dell'evento su Andreotti al Parlamento europeo

Chi ha rapporti con la mafia è tutt'altro che onesto e trasmette un messaggio negativo ai cittadini che invece dovrebbe rappresentare con dignità e rispetto, con onestà e col coraggio di dire la verità al di là di scelte scomode e dei compromessi con il potere. La mafia va combattuta dentro e fuori le stanze della politica, come hanno fatto Falcone e Borsellino, non assecondata.

Ognuno sceglie i propri punti di riferimento politici ma un convegno su Andreotti significa quasi beatificare la mafia, chiudere gli occhi su una delle pagine più buie del nostro Paese e per altro mai chiusa, come dimostra l'inchiesta Scrigno che ha svelato i rapporti mai interrotti fra mafia e politica.

Altro che grande statista da celebrare! Tra le gravissime vicende giudiziarie che l'hanno visto protagonista, ricordiamo che Andreotti è stato sottoposto a giudizio per associazione a delinquere di stampo mafioso e associazione mafiosa.

Il MoVimento 5 Stelle, in Italia come in Europa, ascolta i bisogni reali della gente e si batte per offrire risposte concrete ai i cittadini, con umiltà, trasparenza e onestà. Onestà appunto. Diceva Paolo Borsellino che i partiti politici devono: «non soltanto essere onesti, ma apparire onesti, facendo pulizia al loro interno di tutti coloro che sono raggiunti da episodi o da fatti inquietanti». Essere del Movimento 5 Stelle vuol dire: onestà e verità indipendentemente dal proprio tornaconto personale. Lo dobbiamo a noi stessi e ai cittadini che rappresentiamo nelle istituzioni".

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