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Intervista a Fabio Massimo Castaldo, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, rilasciata a La Verità.


Vicepresidente, il patto di Maastricht è ancora lì: ha funzionato a garantire la stabilità economica e monetaria dell'Unione?
No, anzi l'esatto contrario. Il Fiscal compact ha danneggiato soprattutto i Paesi più poveri e quelli in difficoltà. Per reagire a fasi congiunturali negative ci vogliono politiche espansive e investimenti pubblici nei settori più innovativi, a più alto potenziale, non misure di austerità che acuiscono ancora di più disoccupazione, diseguaglianze e povertà. Lei ha citato Monti, ma le ricordo che l'austerity è stata costantemente sostenuta e votata dal Patto del nazareno europeo che governa l'Europa da oltre 10 anni, vale a dire PPE e S&D, rappresentati in Italia da Forza Italia e Pd.

Cosa serve per far ripartire l'Europa?
Serve discontinuità e, a tal proposito, le cito il nostro voto decisivo in Commissione Affari monetari del Parlamento europeo. Grazie alle nostre battaglie è stato rigettato il Report che integrava il Fiscal compact nel quadro giuridico dell'UE. I falchi dell'austerità volevano ingabbiare l'Italia rafforzando lo status del trattato e noi lo abbiamo impedito.

Crede che con la prossima legislatura verrà superato il Fiscal Compact?
Per la prossima legislatura puntiamo a essere l'ago della bilancia per rivedere finalmente il Six Pack e il Two Pack che rappresentano il cuore delle politiche di austerità e che restringono inutilmente lo spazio di politica fiscale degli Stati membri della zona euro, privandoli dei principali strumenti macroeconomici in un contesto di domanda debole.

La prossima settimana è in programma l'istituzione del fondo monetario europeo: di cosa si tratterà effettivamente?
Non è altro che l'istituzionalizzazione del trattamento ingiusto e umiliante che è stato riservato alla Grecia con l'azione della Troika. Durante la plenaria, presenteremo un emendamento di rigetto della proposta che prevede la concessione di prestiti in cambio dell'imposizione di misure di austerità. Si tratterebbe di un vero e proprio ricatto.

Quali sono gli altri punti del programma del 2014 ancora validi? Si parlava di referendum per la permanenza dell'euro, di investimenti in innovazione e dell'abolizione del pareggio di bilancio.
La permanenza dell'Italia nell'eurozona non è in discussione, era una provocazione congeniale a evidenziare l'asimmetria dell'attuale architettura, mentre gli altri due punti rientrano sempre nel quadro più ampio di smantellamento dell'austerity. Il nostro obiettivo è quello di rafforzare il cambiamento che è iniziato con le elezioni in Italia dello scorso 4 marzo. Ecco perché puntiamo a creare un gruppo nuovo al Parlamento europeo. I partiti dell'establishment hanno fallito.

Sul tema immigrazione quale strada intendete percorrere?
Serve una vera riforma del regolamento di Dublino e non i pastrocchi più volte proposti dal Consiglio, né tantomeno la timida riforma proposta dal Parlamento. Serve soprattutto la solidarietà europea. Se come al solito non ci verrà data ne prenderemo atto: siamo pronti a regolarci di conseguenza su altri dossier di interesse dei Paesi che vorranno sottrarsi al proprio dovere.

Cosa può dirci delle vostre alleanze in Europa?
Respingiamo le etichette che molti giornali professionisti delle fake news hanno affibbiato ai nostri alleati in Europa. Stiamo lavorando per costruire il primo gruppo post-ideologico del Parlamento europeo e siamo ottimisti sulla possibilità di trovare i numeri e i consensi necessari. I partiti dell'establishment, PPE e PSE, perderanno nei propri gruppi circa 100 europarlamentari e al loro posto entreranno per la prima volta in Parlamento nuovi movimenti e forze politiche figlie di questa stagione di cambiamento. Le sembra forse ingiusto che i nostri alleati croati si siano opposti a una legge che consentiva alle banche di sfrattare le famiglie croate dalle proprie case per debiti irrisori, anche solo di 1 euro? Siamo seri. Il nostro Manifesto è aperto e inclusivo: siamo pronti a dialogare con tutti quelli che si riconosceranno nelle nostre battaglie.

Macron parla di "amore" tra Italia e Francia e che gli ostacoli vanno superati con il cuore. Se poniamo sullo sfondo la fusione tra Stx e Fincantieri possiamo dire che la Francia ci rema contro nel contesto Europeo?
Credo che sia opportuno raffreddare i toni e ripristinare il dialogo fra Italia e Francia che restano due Paesi fondamentali per l'Europa. Fermo restando che prendo e prendiamo fermamente e totalmente le distanze da qualsiasi forma di protesta violenta e illegale, è evidente che Macron, ritirando l'ambasciatore francese, ha voluto esasperare la situazione anche per fini interni. Dimenticando di aver più volte assunto posizioni tutt'altro che amichevoli verso il nostro Paese: la vicenda STX da lei ricordata ne è un esempio lampante. Evidentemente avere un controllo sudcoreano su quei cantieri non era un problema per Parigi, averne uno italiano sì.

Di chi è la colpa della crisi europea, di certe élite rappresentate da partiti come quello di Macron?
Macron è solo la punta di iceberg di una architettura istituzionale monca e sbagliata. Le faccio un esempio. Le sembra normale che il Parlamento europeo, unica Istituzione eletta direttamente dai cittadini, sia del tutto privo del potere di iniziativa legislativa e che possa proporre le leggi solo la Commissione europea che è composta da nominati e tecnocrati? E che non possa sfiduciare i singoli commissari?Nella riforma delle Istituzioni europee ci deve essere più democrazia e meno potere alle lobby.

Il premier ungherese Viktor Orban è al centro delle polemiche, alcuni vogliono il suo partito Fidesz fuori dal PPE. Cosa pensa che accadrà, ma soprattutto, qual è la sua lettura della vicenda e cosa pensa di Orban.
Dopo la lettera inviata ieri dal partito greco Nea Demokratia sono 12 i partiti di ben 9 Paesi europei a chiedere l'espulsione di Orban dal PPE. Io credo che questa azione rappresenti una vera e propria mozione di sfiducia a Weber, candidato Presidente della Commissione e amico di Orban, nonché una bella grana per Tajani che punta alla riconferma proprio con i voti di Orban, da sempre grande amico di Berlusconi peraltro.

Ci dica meglio..
All'interno del PPE è in atto un regolamento di conti interno dai contorni quantomai opachi: spero che prevalga l'interesse dei cittadini. Sono rimasto colpito ma non sorpreso dall'inedita alleanza Socialisti-Fidesz sull'emendamento al regolamento del Parlamento Ue che voleva attribuire alla maggioranza, cioè ai grandi gruppi, il potere di sciogliere i raggruppamenti non asserviti alle vecchie logiche. Questo dimostra quanto Orban sia ben digeribile anche per i socialisti quando serve, altro che battaglie per lo Stato di diritto! Fortunatamente li abbiamo clamorosamente sconfitti in plenaria.

Sulla Tav il "no" di bandiera del movimento non è fallimentare?
Fallimentare è spendere un sacco di soldi per un'opera che non serve al Paese e ai cittadini. L'alta velocità come tecnologia e infrastruttura è fondamentale e ci sono zone dove va assolutamente implementata, per esempio nel Centro-Sud Italia.

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