TUTTI I DANNI DELL'AUSTERITY, L'ABSTRACT DELLO STUDIO DELL'EURISPES

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"Vincoli di bilancio comunitari e nazionali: l'influenza del Patto di stabilità e crescita sulla finanza delle Regioni e degli Enti locali"

Lo studio Eurispes "Vincoli di bilancio comunitari e nazionali: l'influenza del Patto di stabilità e crescita sulla finanza delle Regioni ed Enti locali italiani", realizzato in collaborazione con il gruppo Efdd al Parlamento europeo, analizza l'impatto delle politiche di austerity sull'economica e sulle finanze pubbliche italiane.
I vincoli di bilancio, inseriti nel Patto Stabilità e crescita, sono stati rafforzati negli ultimi anni da otto Regolamenti comunitari e un Trattato internazionale: il "Six Pack", che ha introdotto un sistema per monitorare le politiche economiche in maniera più estesa, il "Two Pack", un nuovo ciclo di monitoraggio per l'area dell'euro, e il Trattato del 2012 sulla stabilità, sul coordinamento e sulla governance (cosiddetto Fiscal Compact), che introduce disposizioni fiscali ancora più severe.

IL CROLLO DEGLI INVESTIMENTI
Con le misure di consolidamento dei bilanci, invece di tagliare la spesa corrente, si è finito per tagliare la spesa per gli investimenti, per cui la politica di austerità, si è tradotta in un fortissimo ridimensionamento della spesa per investimenti. In Italia, a partire dal 2013, la spesa in investimenti netti è diventata negativa. Se in Germania, la spesa in infrastrutture è stata stabile negli anni (rispetto al Pil), in Italia nel 2017 gli investimenti per gli Enti locali hanno toccato il minimo storico degli ultimi 40 anni, con una contrazione pari al 9,1%.

IL FENOMENO DELL'OVERSHOOTING
Nel 2017 il complesso dei Comuni italiani doveva centrare un obiettivo ‒ in termini di previsione ‒ computando le entrate e le spese, pari a -127 milioni di euro. Alle fine del 2018, in realtà, si è verificato un eccesso di risparmio, definito "overshooting" molto superiore. L'overshooting consiste nell'eventualità in cui l'ente realizzi un saldo finale di competenza in avanzo e quindi sottoutilizzi le risorse a disposizione, laddove la contabilità finanziaria potenziata prevede che le risorse accertate stanziate e non impegnate, entro la fine dell'anno amministrativo, confluiscano nell'avanzo. In altre parole, i Comuni hanno contribuito al conseguimento dell'obiettivo nazionale in misura maggiore di quanto richiesto dalla Finanza pubblica. Questo però ha frenato la crescita e la spesa per investimenti.
Per facilitare le amministrazioni al pieno utilizzo delle risorse e alla ripresa degli investimenti sul territorio, occorre garantire l'utilizzo degli avanzi tra le entrate valide ai fini del saldo, così come ribadito anche nella Sentenza della Corte costituzionale 101/2018 e migliorare la redistribuzione di spazi finanziari e rendendo meno rigido il meccanismo contabile.
Effettuando un'analisi degli avanzi di amministrazione degli Enti, al fine di evidenziare quale sia l'ammontare delle somme potenzialmente spendibili, emerge un ammontare di avanzi disponibili di oltre 5,3 miliardi. Questi sono fondi accantonati a causa delle politiche di austerity e che rappresentano un tesoretto che può essere utilizzato nel 2019 per far ripartire l'economia.


LE REGIONI PIÙ COLPITE
Le Regioni che presentano la più alta percentuale di Comuni con risultato (complessivo) di gestione amministrativa e finanziaria negativa sono l'Abruzzo (5,41%), le Marche (4,23%), il Lazio (4,09%), la Puglia (3,67%) e il Molise (3,13%). Friuli Venezia Giulia, Trentino Alto Adige, Valle d'Aosta, Sardegna e Umbria sono le Regioni con i Comuni più virtuosi, seguite da Liguria, Lombardia, Piemonte e Veneto. La distribuzione geografica dei dati in valore assoluto non evidenzia, peraltro, una marcata differenziazione tra Nord e Sud del Paese, laddove ciò che fa la differenza è piuttosto la dimensione degli Enti.

LA MANOVRA CAMBIAMENTO
Con la Legge di bilancio del 2019 si aprono nuove possibilità. Superare le rigide regole per rispettare il pareggio di bilancio (che contribuisce alla riduzione della spesa in conto capitale) è infatti sicuramente un'opportunità per rilanciare l'economia locale. Lo sblocco degli avanzi generato con la legge di Bilancio 2019, nei primi due mesi del 2019, ha dunque in parte liberato gli Enti locali da alcuni vincoli fino ad oggi presenti sull'avanzo di amministrazione, facendo registrare un +84,9% di spesa effettiva in conto capitale delle Regioni, rispetto allo stesso periodo del 2018 e un +21,8% dei Comuni. Grazie al Movimento 5 Stelle al governo gli investimenti ripartono.

LE PROPOSTE DELL'EURISPES PER SUPERARE L'AUSTERITY
Dopo aver delineato un quadro completo dell'evoluzione della normativa e della giurisprudenza di riferimento, la ricerca Eurispes propone alcune soluzioni, da avanzare sia in sede comunitaria sia in quella nazionale, tra cui:

• scorporare la quota delle spese nazionali per il cofinanziamento di fondi europei dai criteri di deficit e di debito degli Stati membri;
• scomputare la spesa per infrastrutture dal calcolo del deficit ai fini del Patto di stabilità;
• scorporare gli investimenti pubblici dal computo del disavanzo, anche considerato che gli Stati nazionali hanno il dovere di sostenere l'economia e l'occupazione con robuste misure di struttura e non solo anticicliche;
• modificare la procedura utilizzata nella Ue per il calcolo del Pil potenziale e del saldo strutturale;
• aumentare il valore medio del debito fisiologico dal 60% del Pil fino al valore medio attuale del 90%.


comunicato stampa
Dichiarazione di Laura Agea, europarlamentare del gruppo Efdd e capodelegazione del Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo: "questo rapporto aggiunge un ulteriore tassello alla proposta analitica e costruttiva del Movimento 5 Stelle su una nuova Europa, capace di adattarsi e cambiare le proprie normative per essere davvero vicina ai bisogni dei cittadini e dei territori, invece che schiava di assurdi paradigmi economici che la indeboliscono e ne condizionano lo sviluppo economico e sociale. Congelare gli investimenti nei vincoli di bilancio è stata un'operazione masochistica che ha messo in ginocchio il sistema Paese. Grazie al Movimento 5 Stelle al governo nei primi due mesi el 2019 si registra già una inversione di tendenza: +84,9% di investimenti pubblici delle Regioni, rispetto allo stesso periodo del 2018, e un +21,8% dei Comuni. Vogliamo passare dall'Europa delle banche e della finanza a un'Europa sociale e solidale, dove i diritti e gli interessi del cittadino vengono messi prima di tutto".

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