Corrao_intervistaIlFattoquotidiano.jpg


Intervista di Ignazio Corrao
, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, rilasciata a Il Fatto Quotidiano

Avete lanciato il primo punto del vostro programma per l'Europa, che prevede la possibilità di consultare i cittadini della Ue con dei referendum. Ma andrebbero modificati i trattati, e in generale pare una proposta molto difficile da realizzare.
Siamo consapevoli che il progetto è ambizioso, ma se la Ue vuole cambiare serve uno scatto. Oggi le grandi decisioni vengono prese a Bruxelles in incontri ristretti e chiusi al pubblico, invece noi vogliamo che vengano coinvolti tutti i cittadini. Abbiamo previsto due strade: un referendum consultivo sulle proposte della Commissione e uno abrogativo per dare ai cittadini il potere di veto, per esempio, sulle politiche di austerity. Con il voto elettronico risparmieremmo i soldi per l'allestimento dei seggi.

Il programma è importante, ma per fare qualcosa di concreto dovete costruire un vostro gruppo. E il patto di governo con la Lega in Italia vi rende più difficile trovare alleati, no?
Questo lo dicono gli europarlamentari italiani degli altri partiti o quelli che non partecipano ai lavori del Parlamento europeo. Ma chi conosce questa realtà sa bene che noi siamo diversi dalla Lega.

Sulla linea dura contro i migranti in Italia siete stati compatti. E basta ricordare il caso della nave Diciotti.
Il simbolo della diversità tra noi e il Carroccio è una votazione dell'ottobre 2017 in europarlamento su questo tema, ossia sulla riforma del regolamento di Dublino. La Lega votò contro perché voleva che ogni Paese gestisse il tema dei migranti da solo. Invece noi dicemmo no perché il regolamento proposto non era sufficientemente ambizioso, ovvero perché non prevedeva la redistribuzione di tutti i migranti, a prescindere che fossero rifugiati o i cosiddetti migranti economici. Noi siamo una forza post ideologica che cerca soluzioni, mentre gli esponenti della Lega, non solo sono stati sempre assenti nei negoziati su Dublino, ma discutono anche con i partiti che sono per l'isolazionismo come l'ungherese Orban.

Ma come va la ricerca di alleati? Per fare un gruppo servono almeno sette forze di sette diversi Paesi, e finora ne avete trovati quattro, compresi i greci dell'Akkel che hanno pochissimi voti.
Noi abbiamo formalizzato gli accordi certi. Ma abbiamo aperto molti tavoli e riusciremo sicuramente a formare un nostro gruppo per essere l'ago della bilancia in Europa.
L'impressione è che dobbiate sempre inseguire gli altri partiti, che siate isolati.
Gli altri partiti si sono spartiti fondi per 235 milioni in 5 anni, e con quelli pagano i collaboratori che portano avanti le trattative. E con gli stessi fondi possono offrirsi di pagare la campagna elettorale al partito di turno o di assumere personale. Vogliamo cancellare questa mangiatoia e sarà uno dei punti del programma.

Avete inseguito i Gilet gialli per settimane, ma ora sembra tutto finito. Proprio come la guerra alla Francia di Macron. Gravi errori, no?
La vicenda dei Gilet gialli ufficialmente non si è mai aperta. Abbiamo avuto un incontro conoscitivo, in cui gli abbiamo spiegato come funziona il Movimento 5 Stelle e come pratichiamo la democrazia diretta. Se avessero fatto una lista rappresentativa della parte pacifica e moderata dei gilet gialli forse sarebbe andata diversamente.

Avevate puntato molto sulla trattativa con i Gilet. E portare Di Maio e Di Battista incontrare Chalencon, ostile ai musulmani e capace di evocare un golpe di paramilitari contro Macron, è stato molto incauto, non pensa?
Questo è un racconto giornalistico. Non eravamo andati in Francia per incontrare lui, bensì i candidati della loro possibile lista, la Ric.

Sta di fatto che con la Francia avete dovuto fare la pace.

Anche Macron ha abbassato i toni: spesso aveva utilizzato l'Italia per la sua campagna elettorale, con toni scorretti. Alzare il tiro contro di lui è servito per avere rispetto. Dopodiché i francesi sono alleati e cugini, e dobbiamo lavorare assieme. Ma in Europa non può decidere solo un asse franco-tedesco.

Chissà che ne pensa Salvini. Lui riuscirà a creare un suo gruppo?
L'unica vera alleanza che ha è con la Le Pen. Il resto sono chiacchiere, perché polacchi e ungheresi gli hanno posto veti incrociati. Quindi la Lega approderà nel Ppe, con Berlusconi, oppure resterà al margine con il Front National e l'estrema destra.

Guarda anche ...


Titolo