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Intervista di Laura Agea, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, rilasciata a La Notizia


1. La Corte dei Conti Ue esprime forti critiche sul Fondo europeo di aiuti agli indigenti. Molto probabilmente la strategia Europa 2020 che ha fissato l'obiettivo di "far uscire almeno 20 milioni di persone dal rischio di povertà o di esclusione sociale" non verrà raggiunto.
Questo è un altro dei fallimenti di questa Europa governata da PPE e socialisti. Manca una strategia comune e condivisa per la lotta alla povertà e all'esclusione sociale. La scarsa efficacia del FEAD ne è un esempio. Cercheremo di rimediare nella prossima programmazione pluriennale quando verrà inglobato dal Fondo Sociale Europeo PLUS.

2. Una delle accuse che i magistrati contabili rivolgono al Fondo europeo, gestito direttamente dalla Commissione, è che non ha portato all'inclusione sociale. Non è paradossale che proprio loro critichino il reddito di cittadinanza? Verrebbe da dire "da che pulpito...".
... arriva la predica! Ancora una volta questa Commissione dimostra di non aver capito che per raggiungere una vera inclusione sociale bisogna prima intervenire adottando politiche espansive e di sostegno al reddito. L'Italia paga gli errori di questa miopia tutta europea perché le nostre aziende vivono di export e se rallenta l'economia mondiale ed europea rallenta l'Italia. Stiamo lavorando sul Dl Crescita ma una cosa deve essere chiara: la ricchezza prodotta non deve restare nella mani di pochi ma deve essere redistribuita e il reddito di cittadinanza lo fa.

3. A questo punto le chiedo: quanto ha pensato alle fasce più deboli questa Europa?
Noi del Movimento 5 Stelle ci siamo adoperati fin dal primo giorno per un'Europa veramente solidale e che non lasci indietro nessuno. Come relatrice del report sul reddito minimo abbiamo espressamente richiesto alla Commissione Europea di studiare i vari regimi di reddito minimo in Europa e, sulla base dei risultati e del monitoraggio, proporre una direttiva quadro che li armonizzi stabilendo criteri comuni di accesso. Inoltre abbiamo ottenuto che il 27% della dotazione complessiva del FSE+ venga destinato alla lotta alla povertà e all'esclusione sociale. Queste risorse potranno essere utilizzate da ciascuno Stato membro anche per implementare i regimi di reddito minimo e riformare i centri per l'impiego. Ecco la differenza fra noi e gli altri. Noi portiamo a casa dei risultati concreti per i cittadini, gli altri parlano e basta.

4. Nel frattempo, come ha scritto La Notizia qualche giorno fa, sempre la Corte ha sollevato il caso dell'arretrato nei pagamenti ai vari Stati da parte della Commissione. Il rischio, dicono i magistrati, è che ora questo debito possa mettere a rischio la stabilità dei prossimi bilanci. Una bella eredità, insomma, per chi verrà dopo Juncker & C.
Questa purtroppo è solo una delle pesanti eredità che l'esecutivo Juncker lascerà sulle spalle degli europei. Mi auguro che la prossima Commissione abbia veramente a cuore gli interessi dei cittadini e non quelli delle banche e della finanza internazionale.

5.  Ultima battuta: Juncker quando è venuto in Italia ha detto che alcuni ministri italiani sono bugiardi. Viste queste accuse da parte non di "complottisti" ma di un altro organo europeo, non crede ci sia del paradosso?
Ricordo perfettamente tutte le volte che in questi cinque anni Juncker e i suoi Commissari ci hanno venduto l'austerity come unica medicina per uscire dalla crisi. Oggi le conseguenze di queste politiche sono sotto gli occhi di tutti, con la Grecia al collasso e oltre 100 milioni di cittadini europei sotto la soglia di povertà: chi ha mentito davvero?

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