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Intervista a Fabio Massimo Castaldo, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa, al Corriere della Sera


Vicepresidente del Parlamento Ue Castaldo, Juncker ha definito alcuni Ministri «bugiardi».
«Detto da chi per anni ha difeso le misure di austerity in Grecia e nel Sud Europa, per poi limitarsi a un tardivo quanto ipocrita "forse abbiamo sbagliato qualcosa"... Dopo questi 5 anni la decenza dovrebbe suggerire a Juncker di analizzare, piuttosto, i propri errori. E di portare rispetto al governo italiano».

Si è detto anche preoccupato dall'economia italiana.

«L'economia italiana è fanalino di coda in Europa da troppi anni: la vera notizia è che Juncker faccia finta di accorgersene solo adesso. È un problema strutturale accentuato, oggi, dal calo della crescita su scala globale».

L'Ocse ha attaccato Quota100: frena la crescita.
«Non è cosi, tra l'altro la Commissione europea stessa nel rapporto 2018 su Pensions Adequacy ha criticato aspramente la riforma Fornero sostenendo che ha provocato "un milione di lavoratori anziani" tra i 50 e i 64 anni e "riduzione di giovani lavoratori di 0,9 milioni" tra i 15 e i 34 anni. Quota 100 è una misura popolare e sostenibile dal punto di vista finanziario, attesa da sin troppo anni. Noi ascoltiamo gli italiani».

I continui richiami internazionali non minano la credibilità del nostro Paese?
«Assolutamente no. Stiamo portando avanti una linea coerente e coraggiosa. I cittadini sono dalla nostra parte».

Come sarà il gruppo Ue?
«Stiamo lavorando per allargarlo. Intanto presentiamo il nostro programma per le elezioni che punta molto su giovani, innovazione e difesa del Made in Italy. Vogliamo sconfiggere anche in Europa il patto del Nazareno che è espresso dalla coabitazione di PPE e S&D: al netto dei rispettivi proclami il loro asse sotterraneo prosegue. Restano i veri responsabili delle politiche fallimentari europee di questi anni».

Che ricette proponete?
«Ci sarà la golden rule per gli investimenti pubblici. Abbiamo commissionato una ricerca sul tema e l'istituto Eurispes ha quantificato tutti i danni dell'austerity imposta da Bruxelles. I vincoli di bilancio hanno impedito investimenti pubblici di almeno 5,3 miliardi dal 2012 ad oggi. Vogliamo liberare queste risorse».

Come troverete una linea condivisa con la Lega se nella Ue siete su sponde opposte?
«La diversità a livello europeo fra M5S e Lega non è una anomalia. Accade anche in Germania, ma Cdu e Sdp in europa fanno delle battaglie comuni quando si tratta di difendere gli interessi nazionali. Ecco, in Italia dobbiamo imparare a far di più sistema per difendere davvero gli interessi italiani a Bruxelles. Cosa che personalmente mi sono sempre sforzato di fare.

Si stanno esasperando troppo i toni tra alleati?
«Sì e in parte è fisiologico con l'avvicinarsi delle elezioni europee, ma 'è una linea rossa che non va oltrepassata. Abbiamo una precisa responsabilità ed è quella di portare a casa delle riforme. I cittadini non apprezzano chi si comporta in maniera arrogante»

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