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Le nuove tecnologie stanno imprimendo un cambio epocale al mondo che conosciamo. Non è la prima volta che accade: basti pensare alla stampa, all'elettricità, ai mezzi di comunicazione di massa e a come questi abbiano modificato in modo permanente la vita delle persone. La digitalizzazione della società odierna, allo stesso modo, offre possibilità più ampie ai cittadini e allarga lo spettro dei loro diritti. La politica ha un ruolo essenziale in questo processo perché deve tutelare tutti i cittadini, il suo compito è quello di regolare anche le molte ripercussioni che essi avranno sulla vita quotidiana di ognuno di noi.

Dalla necessità di affrontare tale nuova sfida nasce l'evento "Cittadinanza Digitale, nuovi strumenti di partecipazione e nuovi diritti", organizzato dalla delegazione italiana del gruppo EFDD - Movimento 5 Stelle al Parlamento europeo di Bruxelles, con Davide Casaleggio, Presidente dell'Associazione Rousseau e Enrica Sabatini, Responsabile Ricerca e Sviluppo dell'Associazione Rousseau.

VIDEO. Segui il live streaming della diretta al Parlamento europeo.

L'Unione europea, in questo contesto, gioca un ruolo fondamentale e negli anni il legislatore europeo ha saputo muoversi nella giusta direzione per il libero accesso al web e dell'alfabetizzazione digitale. I passi compiuti fino a questo momento, però, non devono conoscere una battuta d'arresto. Al contrario il cammino intrapreso deve proseguire.

Siamo di fronte allo sviluppo di un nuovo status, destinato a contraddistinguere l'uomo del futuro: quello del cittadino digitale. Stiamo assistendo, in effetti, a un'integrazione sempre più stretta e indistinta tra mondo reale, fisico, concreto, e mondo digitale, virtuale, etereo.

Alla cittadinanza europea deve dunque essere affiancato il concetto di e-cittadinanza: tutte le informazioni riguardanti il cittadino che si trovano sulla rete contribuiscono a costituire la sua identità digitale, riconducibile nell'ambito dei diritti fondamentali della persona, quelli affermati dall'art. 8 ("Protezione dei dati di carattere personale"), dalla Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea e riconosciuti dall'art. 16 del TFUE.

La centrale importanza del diritto all'identità digitale deve essere riconosciuta dal Parlamento europeo, ricomprendendo in esso il diritto alla riservatezza e protezione dei dati, il diritto all'oblio e il diritto all'accesso ad Internet. Dovrà poi essere la Commissione europea ad adottare le misure idonee ad assicurare il pieno rispetto di questi diritti.

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