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di Tiziana Beghin, Efdd - Movimento 5 Stelle Europa

Gli esponenti del Partito Democratico hanno fatto l'ennesima figuraccia. Pur di andare contro il governo e gli interessi degli italiani si sono esposti al ridicolo dimenticando che persino il Lussemburgo, il Paese di provenienza del Presidente della Commissione Juncker, ha firmato l'accordo Via della Seta con la Cina.

VIDEO. Guardate come Tiziana Beghin risponde all'europarlamentare del Pd Nicola Danti.




"Al prossimo summit dobbiamo parlare con un'unica voce alla Cina, ma quella voce non può essere quella dell'ipocrisia. Molti governi europei, la Commissione, i popolari e i socialisti hanno pesantemente criticato il governo italiano per aver firmato un memorandum con la Cina.

Il diritto di critica è sacrosanto, ma in Europa accade sempre che si guardi la pagliuzza nell'occhio dell'altro, senza vedere la trave nel proprio. Non è solo il governo italiano ad aver firmato quest'intesa: ben altri 14 Paesi europei, tra cui il Lussemburgo di Juncker, lo hanno fatto e anche quelli che non hanno firmato alcun accordo non possono certo far finta di niente.

La Germania, ad esempio, ospita un colossale terminal ferroviario per le merci cinesi dove ogni settimana arrivano da Pechino 30 treni, il Belgio ha venduto alla Cina il terminal per il gas naturale nel suo porto di Zeebrugge e la Spagna la gestione dei container nei porti di Bilbao e Valencia.

Per non parlare della Grecia dove è arrivato 1 miliardo di euro di investimenti cinesi per il Pireo, dell'Ungheria dove ne sono arrivati 200 milioni per una ferrovia, o di Croazia, Portogallo e molti altri.

Germania e Francia esportano in Cina rispettivamente nove e due volte di più di quanto non facciamo noi italiani. Ma certo, colleghi, il problema è l'intesa firmata dall'Italia!

Per anni avete raccontato che i populisti destabilizzavano gli equilibri internazionali e che erano pericolosi per la pace e la democrazia, peccato che oggi quelli che voi chiamate populisti firmano intese per la cooperazione, gli investimenti e la cultura, intese che incitano la Cina a rispettare le regole europee, mentre il presidente Juncker continua a definirla "un competitor e un rivale sistemico", come se non fosse già un dato di fatto che la Cina è uno dei principali partner commerciali di tutti i nostri Paesi.

Mentre voi continuate a diffondere falsità e seminare odio, noi lavoriamo per un mondo più unito, giusto e sicuro".

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