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In zona Cesarini, alla chetichella, sperando di non dare troppo nell'occhio, il Partito Democratico e Forza Italia durante l'ultima plenaria della legislatura hanno inferto l'ennesimo duro colpo alle banche italiane e al sistema del risparmio. Il Parlamento europeo ha votato il nuovo pacchetto bancario. Di fatto si chiedono nuovi aumenti di capitale agli Istituti di credito e questo restringerà ancora di più il credito a imprese e famiglie.

La nuova direttiva prevede diversi requisiti e livelli di subordinazione per le banche sistemiche e per quelle superiori a 100 miliardi di capitalizzazione, mentre per le altre banche i requisiti minimi sarebbero determinati caso per caso. Le banche dovranno mettere da parte una sorta di riserva di capitale per eventuali e futuri bail-in.

Questo è inaccettabile. È l'ennesimo cappio al collo al credito e avrà delle conseguenze pesantissime per la competitività della banche italiane che avranno dei requisiti più stringenti rispetto ai loro principali competitori, le banche svizzere o statunitensi.

Noi abbiamo difeso il sistema Italia, proponendo maggiore proporzionalità nella determinazione di questi requisiti sulla base del modello di business e della struttura della banca. Inoltre, volevamo dare più flessibilità al mondo del credito già in difficoltà da anni.

Durante la prossima legislatura è prevista la revisione della parte relativa al Bail-in della direttiva BRRD. Batteremo i pugni per l'esclusione dal Bail-in di tutti gli importi dei conti correnti dei risparmiatori. I risparmi dei cittadini sono sacri. Inoltre ci batteremo per escludere dal Bail-in le obbligazioni detenute dagli investitori retail (i piccoli investitori non istituzionali e i risparmiatori) ed eliminare il requisito minimo dell'8% delle perdite assorbite tramite Bail-in. Con noi l'Italia è più forte in Europa.

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